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Le mille vie del Sud-est asiatico: in barca tra Thailandia e Laos

In barca tra Thailandia e Laos: un’avventura meravigliosa

Evviva le navi! Con il loro ansimare, scuotere, sospirare; con il loro gioire della carezza delle onde, con il loro godere, nell’amplesso del mare, le navi sono a misura d’uomo. Teniamole in vita come una prova d’amore… A forza di guardare il cielo e di respirare a pieni polmoni l’aria fresca della notte, mi pareva di riempirmi di stelle.

(T. Terzani – “Un indovino mi disse”)

Nell’ultimo articolo, ispirata dal viaggio “senz’ali” di Tiziano Terzani in “Un indovino mi disse“, ho iniziato a parlare dei trasporti nel Sud-est asiatico.

Ho cominciato parlando del variegatissimo mondo dei taxi, che offre molti spunti di riflessione, ma anche di risata. La risata del tassista di Bangkok che non ha intenzione di portarti fuori dal suo quartiere, e la risata dell’occidentale che si rende conto di non poter far altro che rendersi ridicolo.

Esiste però un altro mezzo di trasporto imprescindibile, nel Sud-est asiatico, che è in gran parte fatto di poesia: la barca.

Non si può prescindere dal viaggiare in barca, tra Thailandia e Laos!

In barca in Thailandia

La Thailandia, si sa, non è un paese secco. I fiumi che la percorrono sono molti, di cui alcuni molto noti ed importanti.

E’, ad esempio, attraversata da nord a sud dal Chao Phraya, che bagna l’attuale capoluogo Bangkok, così come l’antica capitale Ayutthaya.

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Il trasporto fluviale è molto usato dagli abitanti. Da un lato, nel centro della metropoli, sono importantissimi i traghetti che, attraversando da un lato all’altro il Chao Phraya e percorrendone ampi tratti, permettono di spostarsi velocemente, evitanto il terribile traffico cittadino. E’ un mezzo estremamente economico, che consiglio assolutamente di utilizzare, se possibile!

Dall’altro, le longtail boat in legno sono ancora utilizzate come importantissimo mezzo di trasporto di merci, nonchè come bancarelle dalle quali venderle direttamente. Fanno, insomma, parte integrante della vita quotidiana di questa nazione.

Tour dei canali di Bangkok

Bangkok è una città enorme, caotica, rumorosa, appiccicosa… Visitarla, alle volte, potrebbe essere ritenuto perfino faticoso, per via delle grandi distanze da percorrere, del traffico, della terribile afa.

Proprio per questo, durante una vacanza che includa la capitale thailandese, è assolutamente indispensabile concedersi un po’ di tempo per uscire dalla confusione, staccare da tutto e percorrere i canali della città in barca!

  thailandia laos barca

I tour dei canali, o Klongs, con la longtail boat sono numerosi, possono avere la durata di un’ora, un’ora e mezzo o due. Partono da vari punti, ma principalmente da Tha Chang, il molo che si trova nella famosa zona del Palazzo Reale e del Tempio del Buddha di Smeraldo.

Andando direttamente al molo, si troveranno varie compagnie, ognuna con un proprio prezziario. Attenzione, guardateli tutti e poi trattate il prezzo!

Una volta acquistati i biglietti, preparatevi a una delle esperienze più esilaranti della permanenza nel Sud-est asiatico: la salita, così come la discesa, dalla barca. Non si pensi di usufruire di una comoda passerella… La verità è che, se va bene, la barca sarà attraccata accanto al molo. Se va un po’ meno bene, si dovrà fare un saltello mentre la barca rallenta, prendendo bene la mira. Io non sono un’atleta, la cosa mi ha dato un po’ da pensare, ma, dopo averla fatta molte, moltissime volte, posso dire che si può fare. Un’esperienza, un’esperienza!

Tra le palafitte

Il tour, in sè, è, a mio parere, estremamente rilevante. Non vi aspettate di ritrovare i canali di Venezia.

Quello che vedrete qui sono palafitte. Alcune cadenti, alcune in parte cadute, alcune più moderne. Quasi tutte con panni stesi fuori, panchine sul canale, molte piene di orpelli decorativi. Tutte, se si guarda bene, con un proprio altarino votivo.

Molte con persone che lavorano, sistemano, oppure chiacchierano e mangiano. Ed ognuno di loro vi saluterà con un sorriso. Con la brezza che mitiga l’umidità e la tranquillità data dal fatto che i tour sono in generale privati, al massimo condivisi con un’altra famiglia, questi sorrisi sono qualcosa di davvero speciale.

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Vedrete poi il mercato fluttuante, floating markete certamente qualche piccola barca con a bordo una signora con cappello di paglia approccerà la vostra, nel tentativo di vendervi qualcosa.

Vedrete, probabilmente, delle iguane gigantesche, che potreste scambiare per coccodrilli, ma non ve ne curate, come loro non si curano di voi!

Non so spiegare la sensazione che ho provato, ma sono assolutamente in disaccordo con molte delle recensioni che ho letto, su questi tour. Molte persone, su Tripadvisor, hanno lamentato una mancanza d’interesse di questa esperienza, la sporcizia dell’acqua, il degrado delle case. Quello che ho colto io è altro. E’ la sostanza di uno stile di vita differente dal nostro.

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Tra Laos e Thailandia: il maestoso fiume Mekong

La Thailandia è lambita dal Mekong, che disegna buona parte del confine con il Laos, e la cui foce giunge a lambire il Vietnam.

Già leggendo “Farfalle sul Mekong“, di cui parlai prima di partire, avevo iniziato ad innamorarmi delle sue atmosfere. Ho insisitito fino a sfinire Andrea e convincerlo della necessità di “sacrificare” due giorni del nostro itinerario per raggiungere il Laos via fiume.

L’itinerario è differente da quello del libro, dal momento che noi non abbiamo visitato il Vietnam, ma ha qualcosa in comune. Dalla Thailandia, più ricca, più globalizzata, più turistica, il Mekong ci ha trasportati in una nazione più povera, ma forse anche per questo più rilassata, più “autentica”, come si dice.

Ci siamo quindi organizzati per raggiungere in serata la cittadina thailandese di Chiang Kong, nota esclusivamente per essere punto di confine col Laos e di partenza per le crociere sul Mekong.

Da lì, con l’aiuto preziosissimo dei titolari del Day Waterfront Hotel, che consiglio assolutamente, abbiamo organizzato la crociera. L’hotel ha prenotato per noi un pacchetto economico completo di tutti gli spostamenti, di cui siamo stati estremamente soddisfatti. La nostra camera, con vista sul Mekong e sulla riva Laotiana, ha dato il là alla poesia.

fiume thailandia laos barca
Andrea seduto nel terrazzo della nostra stanza al Day Waterfront Hotel

In barca dalla Thailandia al Laos: la crociera di due giorni sul Mekong

Compilati i form per l’immigrazione, siamo stati prelevati in hotel ed accompagnati alla frontiera, dall’altro lato del fiume. Le pratiche del confine sono velocissime, ma badate di avere con voi 35 dollari americani a persona, che vanno consegnati in contanti per avere il visto.

Da lì, con Tuk-Tuk per dieci persone, pieno delle nostre valige sul tetto , siamo giunti al molo, ad una decina di km di distanza. Consiglio di partire già con lo zaino bello pieno di cibo confezionato, non deperibile, che potete acquistare tranquillamente in un 7eleven a Chiang Kong. Il Tuk Tuk si fermerà in un punto “convenzionato” (a casa di una signora che fa i panini) per farvi acquistare cibo e bevande, ma naturalmente lì costeranno molto, e i panini che vi propongono NON durano per due giorni!

Se non avete nulla con voi, meglio, tra le due, comprare direttamente sulla barca. Nella  crociera economica vendono patatine, noodle, acqua e birra, anche se, ovviamente, a prezzi gonfiati.

Ma bando alle note pratiche. Una volta affrontata la (sempre scomoda) salita sulla grande longtail boat, prendetevi un attimo per apprezzarne il fascino.

Sempre coloratissime e decorate con polverosi orpelli di stoffa, le barche da crociera sono stipate di sedili. I sedili, probabilmente, provengono da vari mezzi di trasporto dismessi: bus, taxi, forse anche aerei. Difficile trovare due file uguali. Fate caso a trovare i sedili un po’ più larghi, che il viaggio è lungo!!

longtail boat mekong sedili comodità

Per chi s’interessi di meccanica o ingegneria navale, può essere interessante provare ad andare verso il retro della nave per osservare il motore.

Che è in bella vista.

E si propizia il favore dei pii (come, “cosa sono i pii?” Do ormai per scontato che abbiate seguito il consiglio di leggere “Un indovino mi disse” e che lo sappiate!) con un po’ di donazioni votive:

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Durante il viaggio, abbiamo visto molti farang raggrupparsi, fare amicizia, bere tanta birra e divertirsi. E’ certamente un’opzione. Ma non la nostra.

Sedersi ed osservare in silenzio la giungla che scorre accanto a noi, i bisonti al pascolo, e le barchette dei pescatori, è stata una delle parti più belle di tutto il viaggio.

La natura, attorno al Mekong, è maestosa e praticamente incontaminata. Viene spontaneo chiedersi come si riescano a muovere le persone. Quelle che si vedono sono comunque pochissime, spesso singoli pescatori su strette e colorate canoe.

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La barca, ogni tanto, accosta per far salire qualche locale, con i propri cartoni al posto dei bagagli, e spesso con copricapi e bluse locali.

Ogni tanto, quando la barca si accosta, si viene approcciati da gruppi di bambini che vendono braccialettini e collanine per pochi spiccioli.

Ogni tanto compare un piccolo villaggio, e sulla spiaggia si vedono gruppi di donne intente a lavare i panni, e di bambini nudi che giocano spensierati.

Il viaggio dura due giorni, con una sosta obbligata a Pakbeng. Pakbeng, un po’ come Chiang Kong, vive di crociere sul Mekong. Lo stradone principale sul quale si approda è, infatti, pieno di alberghi, ristoranti, bancarelle, negozietti, tutti ad uso e consumo dei farang. 

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Potete certamente trovare un hotel lì, o anche prenotarlo sulla barca, ma vi consiglio, dato che l’abbiamo provata, di prenotare la DP Guesthouse. Comodissima al molo (pochi metri nella via principale che dà direttamente su di esso), pulita, con proprietari che parlano un buon inglese (compreso il simpaticissimo bimbetto del titolare!).

Dopo due giorni di stupenda navigazione, verrete lasciati su un molo vicino alla città di Luang Prabang (LA meta turistica del Laos). Vicino… si fa per modo di dire. Un fortuito gabbiozzo vende a tutti il biglietto per il primo Tuk Tuk da 10 in partenza. Il Tuk Tuk vi farà sperimentare le rovinatissime strade del Laos, facendovi rimpiangere le placide acque del fiume. Vi porterà nel centro della piccola città, ma, se glielo chiedete, vi accompagnerà anche tranquillamente al vostro albergo, quindi non siate timidi!

Presto parlerò anche di Luang Prabang, che, lo dico senza remore, insieme alla crociera è stata per me la tappa più bella del viaggio.

barca thailandia laos

Nel mentre, però, le barche prese tra Thailandia e Laos non sono finite qui!

Verso il mare: come raggiungere le isole e visitarle in battello

L’ultima tappa del nostro viaggio era l’isola di Ko Samed. Isolotto minuscolo poco a sud di Bangkok, l’unico mezzo per raggiungerla è il battello.

Il che mi permette l’ultima breve parentesi sugli spostamenti in barca tra Thailandia e Laos: i battelli.

Da Rayong ne partono vari, per le isolette della zona. Si tratta di una zona non ancora enormemente turistica (ma comunque, un po’ turistica lo è, non fatevi illusioni di purezza). I battelli di questa zona, forse, non sono come ve li sareste aspettati.

Se, probabilmente, la più celebre Ko Samui, è servita da grandi compagnie internazionali, qui vi troverete trasportati da barchette.

in barca thailandia isole

Barchette piene di bambini in uniforme scolastica, accompagnati o meno da mamme intente a mangiare qualche snack. Piene di persone che, prima di salire, hanno caricato sul tetto della barca il proprio motorino (argh, e io che mi preoccupavo per gli zaini sul tetto del tuk-tuk!!).

Piene di scatoloni enormi di derrate alimentari, che vengono portate sia verso l’isola, che dalla stessa. Ci vuole più tempo a scaricare e caricare la barca che ad effettuare la traversata, noterete.

Per altro c’è da segnalare che il battello è lentissimo. Ci mette più di mezz’ora per un tratto di pochissimi km. Nel mentre, in stile buddhista, è bello rilassarsi e godersi il panorama. Con più tempo a disposizione, probabilmente avremmo scelto questo mezzo per visitare anche altre isole.

Concludo qui i racconti dei viaggi in barca tra Thailandia e Laos, ma, no, non ho finito di parlare delle mille vie del Sud-Est asiatico. Cos’altro c’è?

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18 Comments

  1. Che bei posti, mi sono sempre fermata, perchè mi fanno un pò paura, ma prima o poi li devo visitare, sono molto belli e ricchi di cultura.

    1. Mi sento di stra-consigliarti sia la Thailandia che Luang Prabang in Laos, come primo viaggio esotico, se quello che ti blocca è un po’ di paura! Per me è stato il primo, appunto, e mi era stato consigliato questo itinerario perchè si tratta di luoghi davvero sicuri. Posso confermare, al di là dell’impatto di una megalopoli come Bangkok, di essermi effettivamente sentita al sicuro per tutta la permanenza!

  2. AHHH! Questa estate avremo 30 giorni per il sud est asiatico e post come questi ci commuovono, lo sto facendo leggere anche al marito. XD

    1. Che bello! Con 30 giorni potete decisamente dedicarne un paio ad una navigata lenta sul fiume! Girerete vari paesi?

  3. MARTINA BRESSAN says:

    Complimenti per questo articolo, specialmente per le bellissime foto! Il Laos è un mio grandissimo sogno che spero di realizzare quest’anno.. sicuramente la tua esperienza tra Laos e Thailandia è stata davvero bella, e potrà anche essermi utile!

    1. Lo consiglio davvero tanto, il Laos! Ne parlerò in maniera dedicata più avanti nel blog. Devo dire che le “indicazioni” più importanti per chi è interessato a visitare questi luoghi, a parte quelle su farmaci e vaccini, mi sembrano essere proprio quelle sui trasporti! Infatti ne ho parlato per tre lunghissimi articoli 😀
      Ah, dimenticavo: il fotografo ringrazia :)!

  4. Interessantissimo questo post. Sto pensando anche io di fare un giro in Laos, e di utilizzare la barca. Mi piace viaggiare in questo modo lento e vedere scorci che non vedresti in altri modi. Ottime le foto, sono fatte molto bene , è stato come aver viaggiato con voi

    1. Penso che concentrarsi su aree un po’ meno battute del Sud-est asiatico, come il Laos (noi ora pensiamo al Vietnam e al Myanmar) e darsi il tempo per viaggiare il più possibile in barca sia un regalo bellissimo da fare a se stessi!
      Grazie mille per i complimenti, anche da parte di Andrea, l’occhio fotografico 🙂

  5. La Thailandia è un luogo che mi attrae molto da un paio di anni a questa parte. Facevo da babysitter a due bambini di origini thailandesi e la mamma mi raccontava sempre delle città, la loro cultura e mi mostrava un sacco di foto. E niente, prima o poi ci andrò. Per forza. A farmi un bel giro sulle acque thailandesi.

    1. Ma dai? Sai che anche io ho inizialmente scelto questa meta perchè anni fa aveevo un’amica thailandese che mi mostravasempre foto di luoghi bellissimi? Spero tu riesca ad organizzare questo viaggio!!

  6. Ho adorato l’intro con la descrizione di Terzani. E poi le tue foto… meravigliose. Se non fosse che per me è impossibile riuscire a sedermi su una di quelle barche… ma ho letto il tuo post come fossi a bordo.

    1. Il fotografo ringrazia, un po’ commosso 🙂
      Sai, non è tanto l’interno delle barche che non è accessibile, aree più adatte di quello che vedi in foto ci sono (nel retro della barca per la crocera c’è una zona relax senza le cataste di sedili, ad esempio)… il problema è salire e scendere! Non ho mai visto una passerella neanche per finta, e comunque si entra ed esce sempre in un punto a caso della barca, facendo un gran salto. Su questo, senza dubbio, ci sarebbe da lavorare un bel po’!

  7. giorgia says:

    bellissima questa tua esperienza di viaggio che hai raccontatto davvero molto bene e illustrato con delle bellissime foto

    1. Grazie mille, da parte mia e del fotografo 😊!

  8. Qualche anno fa mi sono regalata due mesi in giro per l’Asia e me ne sono perdutamente innamorata. In Thailandia ho lasciato il cuore, mentre in Laos ancora non sono stata. Spero di riuscire a visitarlo presto!

    1. Beh, ti dico solo che, tra le due, io ho lasciato un pezzo ancor più grosso di cuore in Laos! La prossima volta mi piacerebbe andare in Vietnam e/o in Myanmar!

  9. Bellissima la tua frase dell’esperienza più esilarante della permanenza nel Sud-est asiatico 😀 Bel post, ottimo consiglio! Sono stata in Vietnam, anche alla delta del Mekong, e anche io ho apprezzato gli spostamenti in barca.

  10. Credo che questa parte di Oriente debba “obbligatoriamente” essere visitata almeno in parte a pelo d’acqua. Del resto, loro continuano a vivere così anche adesso, quindi impossibile perdersi un’esperienza come quella che racconti!

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