taxi thailandia
Molte terre, molte parole Terre straniere

Le mille vie del Sud-est asiatico. Thailandia e Laos… in taxi!

Thailandia e Laos in taxi: racconti improbabili, ma molto reali!

Ed eccoci, rientrati dal nostro annunciato viaggio in Thailandia e Laos.

Chi ci segue su Instagram e su Facebook ha avuto qualche assaggio del nostro itinerario, ma posso certamente anticipare che le poche immagini che ho postato sono a malapena la punta dell’iceberg di quello che è stato un viaggio incredibile.

Mentre lavoro alla totale ripresa dal jet lag, che mi ha fatto il brutto scherzo di colpirmi pesantemente al ritorno, metto in ordine le idee ed i ricordi, per poter raccontare al meglio quello che abbiamo vissuto.

E il primo degli argomenti di cui sento di dover parlare è come affrontare Thailandia e Laos… in taxi!

Il libro: “Un indovino mi disse” – Tiziano Terzani

Durante la permanenza nel sud est asiatico, non ho mai smesso di cercare letture che mi aiutassero a comprendere meglio quello che stavo vedendo e vivendo.

libro tiziano terzani un indovino mi disseFaccio un mea culpa a riguardo: Tiziano Terzani è entrato nella mia libreria soltanto in questa fase.

Ho ordinato “Un indovino mi disseLe mille vie del Sud-est asiatico. Thailandia e Laos... in taxi! 1” online, mentre ero in viaggio, e l’ho iniziato a divorare appena rientrata.

Credo molto nel fatto che ci sia un destino che governa le letture ed il momento in cui un libro entra nella tua vita.

Apprendere che l’indovino è colui che portò Terzani a privarsi della possibilità di volare, affrontando dunque il sud est asiatico via terra e via mare, è stato come quando, unendo i puntini, si forma un disegno perfetto.

Perchè, mentre viaggiavo, continuavo a fare caso alla quantità e qualità dei mezzi di trasporto che utilizzavamo.

Ed è stato tra le pagine di “Un indovino mi disse” che ho compreso che l’importanza di questa tematica è reale. E’ attraversando queste terre con tutti i variegati mezzi che offre, che la si può vivere e provare a conoscere.

Naturalmente, e purtroppo, l’Asia del ‘93 di Terzani non è quella del nostro 2018. Abbiamo anche compiuto il peccato mortale di battere strade molto turistiche, percependo di aver, in questo, perso qualcosa.

Ma le mille ruote e le mille strade che hanno fatto parte di questo viaggio l’hanno certamente reso più rilevante.

strade laos

C’è talmente tanto da dire che non mi basterà un articolo per parlare dei mezzi di trasporto che abbiamo utilizzato. 

Inizio quindi parlando di come sopravvivere agli spostamenti in Thailandia e Laos in taxi.

I taxi di Bangkok

Mi viene da sorridere quando penso al nostro arrivo all’aeroporto di Bangkok. 

Grazie alle preziose indicazioni di un’amica che ha vissuto per un bel po’ da quelle parti, dopo aver affrontato i lunghi controlli doganali e recuperato i bagagli, ci siamo con sicurezza diretti verso gli stand dei taxi ufficiali cittadini, con in mano il foglio della prenotazione del nostro albergo.

Giunto il nostro turno, abbiamo mostrato l’indirizzo al tassista, il quale ci ha strappato di mano il foglio e se n’è andato, lasciandoci lì, col suo taxi, vuoto. Siamo rimasti lì una decina di minuti, leggermente tramortiti, chiedendoci se fosse il caso di provare a recuperare le valigie, già chiuse nel bagagliaio, e tentare altre vie. Il tassista è poi tornato e, non parlando una parola d’inglese, ci ha fatto capire che potevamo andare.

taxi thailandia
Il nostro primo taxi in Thailandia, con un perplessissimo Andrea accanto.

Quando, due ore dopo, a seguito di giri dell’oca inimmaginabili durante i quali il nostro autista continuava a parlare al telefono, si è fermato in un vicoletto buio e ci ha guardati ridendo, esausti gli abbiamo detto “ok, scendiamo qui e lo troviamo da soli”.

Salvo vedere poi una porta che si apriva ed il proprietario della nostra guest house che ci veniva incontro sorridendo.

Il tassista continuava a ridere. L’abbiamo pagato, scusandoci e ringraziandolo, e, non senza qualche difficoltà, siamo riusciti a capire cos’era successo: il tassista era al telefono con il nostro albergatore fin da quando si era assentato all’aeroporto, e si stava letteralmente facendo “navigare” da lui!

Da qui è nata la nostra relazione di amore ed odio con i folli tassisti di Bangkok.

taxi in thailandiaAlcune cose che abbiamo scoperto su di loro:

  • non conoscono lo stradario. Il che è anche in parte plausibile, quando ci si comincia a rendere conto delle dimensioni e della complessità della città, ma…
  • non sanno e non vogliono leggere la mappa che gli porgi, tu, farang che crede di aver capito dove deve andare!
  • Preferiscono assolutamente chiedere a qualche locale a caso, e, mentre guidano, telefonare alla tua destinazione per farsi aiutare. Il che andrebbe comunque benone, se non fosse che…
  • se ritengono che il luogo dove devi andare sia scomodo per loro, non ti portano. Quindi, per prendere un taxi, mediamente ti ritroverai per una ventina di minuti sul bordo della strada, trattando e spiegando le tue esigenze ad un buon numero di loro.
  • A volte, se sei un farang, cercheranno di fregarti non facendo partire il tassametro e proponendoti un prezzo prestabilito (che è tendenzialmente il triplo di quello che dovresti pagare): prima di salire è bene mettere in chiaro le cose.
  • Ci sono orari, per esempio tra le 17 e le 20 circa, in cui è quasi impossibile trovare un taxi e, quando se ne ferma uno, è quasi matematico che dica “no no no” una volta appresa la tua destinazione, e ti lasci lì. E’ l’orario in cui la loro priorità è staccare e tornare a casa. Nulla li convincerà che la loro priorità sia dare un passaggio a te. Quando ci siamo trovati a doverci muovere in questa fascia oraria, siamo stati costretti a prendere un bus… ma quella è tutta un’altra storia!
  • Quando ti devono dare una brutta notizia, principalmente dirti che hanno intenzione di lasciarti lì e non portarti da nessuna parte, ridono. Alle volte può essere snervante. Ho perso le staffe una sola volta, ma quella volta è stata intensa. Però bisogna farsene serenamente una ragione. La mia interpretazione è che ridano per imbarazzo, ma è la mia.

strade thailandia

Il trattato sui taxi, anche solo parlando di Bangkok, potrebbe durare all’infinito, ma scelgo di concluderlo e passare a quelli che sono i taxi delle periferie, il mezzo più usato in tutto il resto della Thailandia e nella parte di Laos che abbiamo visitato, ovvero…

Thailandia e Laos in taxi… no, in tuk tuk! 

Si definisce tuk tuk più o meno qualsiasi tipo di mezzo di locomozione su 4 ruote che sembra essere nato per il trasporto merci ed essere stato trasformato, tramite il posizionamento di sedili, in un mezzo per il trasporto umano.

tuk tuk taxi thailandia laos

A Bangkok, sembrano Ape car con un seggiolino da due-tre posti al posto del cargo.

In altre zone sono tendenzialmente più grossi, tipo camionette, e riescono a contenere una decina di passeggeri.

Ne abbiamo visti di innumerevoli tipologie, anche dei sidecar che fungevano da tuk tuk.

Sono capolavori artistici su tre o quattro ruote, affrescati e decorati, coloratissimi e vivaci.

laos thailandia taxi tuk tuk

Le caratteristiche principali di questi mezzi di locomozione sono:

  • l’aria tra i capelli e lo smog nelle narici.
  • la precarietà della soluzione. Si tratta, badate, di una precarietà percepita, dovuta principalmente ai rumori poco rassicuranti prodotti da molti di questi carretti e al fatto di ritrovarsi pesantemente a contatto con il resto del traffico. In realtà sono mezzi usati quotidianamente in tutta sicurezza (asiatica) da tutti.
  • La precarietà dei bagagli, specie nei tuk-tuk camionetta, dove vengono issati sul tetto ed incastrati, senza essere legati a niente. Segnalo, comunque, che i thailandesi ed i laotiani sono maestri nell’arte dell’incastrare zaini di farang. Non ne ho mai visto cadere nessuno, contro ogni mia previsione.
  • Lo stile di guida spericolato, unito all’assenza di ammortizzatori. Questa carenza l’abbiamo vissuta in maniera particolarmente traumatica in Laos, dove l’asfalto sulle strade è un concetto astratto, che lascia molto spazio concreto all’idea di “buca”.

Non credo sarò mai in grado di dimenticare il lungo tragitto che, da Luang Prabang, ci ha portati alle cascate di Tad Sae (stupende, una delle cose più belle che abbia mai visto). L’autista, per evitare le buche, stava tendenzialmente nella corsia errata, non valutando in alcun caso l’ipotesi di rallentare. Ci rendevamo conto che conosceva la strada, ma, nonostante ciò, non abbiamo avuto la certezza di arrivare a fine giornata integri fino a quando non siamo scesi. Un’esperienza…un’esperienza da fare, per mettere alla prova la propria fiducia nel prossimo.

taxi laos
Dall’interno del nostro tuk tuk di Luang Prabang: Andrea ha immortalato alcuni momenti della nostra gita, nel caso si rivelassero essere gli ultimi.

Esiste un’altra alternativa, sempre tecnicamente all’interno della categoria “taxi”, che non abbiamo avuto il coraggio di provare, con la scusa del fatto che eravamo in due.

Si tratta dei motorini-taxi. Sì, si sale dietro al guidatore, su uno scooter, e ci si fa portare in giro in mezzo al terribile traffico cittadino. Sono un mezzo usatissimo dai locali… o da quelli che non possiedono un proprio motorino-scooter. Che, a giudicare dalle orde di due-ruote motorizzati che attraversano le strade, non sembrano essere la maggioranza.

motorini laos

Questi sono i principali strumenti per affrontare le brevi distanze. E i miei consigli di sopravvivenza per muoversi in Thailandia e Laos in taxi!

Nel prossimo articolo parlerò del trasporto navale in Thailandia e Laos, del tour dei canali di Bangkok e della nostra crociera sul Mekong.

 

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10 Comments

  1. Questa è la prima volta che leggo aneddoti sui tassisti di Bangkok, ma un navigatore non possono usarlo? Quando andrò credo che cercherò di usare altri mezzi di trasporto 🙂

    1. Non servirebbe nemmeno un navigatore, basterebbe il caro vecchio Google Maps sul telefono che *tutti* hanno appeso davanti al naso…ma è proprio fuori dalla mentalità del tassista di Bangkok, a quanto pare! Evitare i taxi in quella città, comunque, è praticamente impossibile: bisognerebbe probabilmente noleggiare una macchina, ma mi sento di sconsigliarlo nella maniera più assoluta!

  2. Un indovino mi disse è un libro bellissimo che ho finito di leggere poco tempo fa. Per i taxi…tutto il mondo è paese!

    1. Allora non sono l’unica ad aver scoperto Terzani di recente! Che poi, continuoa vergognarmene, e penso che andrebbe reso obbligatorio a scuola dal tanto mi sono innamorata!

  3. Che forte gli aneddoti suo taxisti il libro di terzani invece è presenteanche nella mia libreria insieme a molti altri suoi

    1. Grazie! Terzani è una splendida presenza davvero in qualsiasi libreria 🙂

  4. Ah, che ridere! Quella che pensavo un’attività di routine, prendere un taxi, ho capito dal tuo post essere una vera e propria prima immersione nella cultura thailandese! Non mancherò assolutamente di provare anch’io questa esperienza 😉

    1. Armati di santa pazienza, e tornerai a casa con molte più cose da raccontare :D!

  5. Bellissimo questo post sui taxi. Io ragionavo l’altra sera su Uber 🙂 ne scriverò presto anche io. Per ora mi godo il tuo post, ma spero di poter testare a breve l’esperienza

    1. Ah, Uber! In Thailandia esiste una cosa del genere, ma ha un altro nome (che non sono riuscita ad afferrare, e non ho avuto il coraggio di chiedere dopo la decima menzione…ehm, i problemi di comunicazione sono seri davvero, alle volte, da quelle parti!).
      L’abbiamo anche utilizzata, ma solo grazie all’aiuto di un giovane albergatore di Bangkok che ha chiamato la vettura per noi.
      Solo che è comunque arrivato un taxi, uguale agli altri taxi.
      Boh! 😀
      Intanto ti ringrazio, e aspetto il tuo articolo!

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