Bologna: un viaggio quotidiano

Budrio: le meraviglie della provincia bolognese (che non ti aspetti)

Ma cos’è Budrio…?

Budrio è un comune della bassa bolognese, così ricco di storia e cultura da chiedersi come mai non lo conosca quasi nessuno.

Quantomeno in Italia. Perchè in gran parte del mondo il nome di Budrio è legato ad alcune eccellenze straordinarie.

Ma andiamo con ordine.

Se mi leggete abitualmente, avete già sentito nominare questa località. Ad esempio, nel mio recente articolo sulla Rimini felliniana, ho raccontato di aver lavorato al Festival della Letteratura di Budrio.

Da parecchi anni la mia associazione culturale, che vanta una presidentessa Budriese, si occupa della valorizzazione del patrimonio di questa gemma della pianura bolognese.

Foto scattata da Stefano Mainardi durante il Trekking Urbano 2018 a cura dell’Associazione Culturale Diciottoetrenta

E’ dunque giunto il momento di raccontarvela un po’.

Come si arriva a Budrio?

Inizio col dire che Budrio è collegata in maniera eccellente con la stazione centrale di Bologna grazie a un servizio di trenini suburbani (in gergo “il trenino della Veneta”) della linea Bologna-Portomaggiore.

Il treno, che parte da Bologna Est, ferma qui in ben due stazioni: Budrio e Budrio Centro.

arrivare a budrio col treno
Foto di Stefao Mainardi

Se decidete di visitare questo comune (oltre a contattarmi per organizzare insieme una visita), questa seconda stazione è quella dove fermarsi.

Potete arrivare comodamente anche in auto, uscendo a Bologna Interporto se arrivate in Autostrada, o percorrendo la Trasversale di Pianura se siete “locali”.

Ma cosa c’è da vedere, a Budrio?

C’è molto, vi garantisco, da vedere, a Budrio!

La storia di Budrio è molto antica. La struttura del centro indica chiaramente i segni della centuriazione romana, ma vi sono anche tracce di un primo insediamento villanoviano.

Come per tutti gli insediamenti della bassa bolognese/padana, la vita di Budrio è stata fortemente legata all’acqua. Fiumi e canali sono stati per moltissimi secoli la fonte primaria di sostentamento, da cui sono nate le principali colture, ma anche l’industria e, in maniera importantissima, il commercio.

Il centro storico che si vede oggi fu ricostruito tra la fine del 1300 e il 1400 sotto forma di castello, prima  di forma quadrata e poi rettangolare (per includere quello che ai tempi era il borgo Est), circondato da canali.

Uscendo dalla stazione di Budrio Centro, vi troverete ad attraversare una strada che viene anche oggi soprannominata “il canale”, perchè questa era la sua natura.

Fu il Consorzio della Bonifica Renana, all’inizio del Novecento, a bonificare quest’area.

Torri e torrioni

Se è vero che Budrio è stata un castello, deve per forza avere dei torrioni!

E infatti, ne trovate ben 4.

Lungo “il canale”, potete osservare da un lato il Torrione Sud Est e dall’altro il Torrione Nord Est. Normalmente chiusi al pubblico (occasionalmente aperti per eventi), sono molto affascinanti in quanto è possibile vederli ancora collegati a una parte delle antiche mura.

I torrioni Nord Ovest e Sud Ovest, dall’altro lato del centro, sono invece oggi sede di musei, aperti normalmente su richiesta all’interno di tour, o in occasione di eventi comunali.

Interessante in particolare il Museo della Canapa (Torrione Nord Ovest), dove in un piccolo spazio è racchiusa la storia di una delle produzioni più importanti del territorio, legata alle acque della pianura. Grazie a una tecnica avanzata di lavorazione di questo materiale, infatti, tra Rinascimento e Illuminismo la città divenne uno dei principali esportatori in Europa, regalando al territorio un momento di grande benessere economico.

Ma i torrioni non sono le uniche torri di Budrio.

Negli ultimi anni è diventato celebre un bellissimo esempio di recupero di architettura industriale: Le Torri dell’Acqua. Recuperato  tra il 2006 e il 2009 grazie a un progetto dell’architetto Andrea Oliva, questo edificio ha vinto il Premio Centocittà. Da allora è stato un luogo molto vissuto dalla comunità, sede di numerose attività artistiche e culturali. Al momento è chiuso, in attesa che la sua gestione venga riassegnata.

torri dell'acqua di budrio
Foto scattata da Stefano Mainardi durante il Trekking Urbano 2018 a cura dell’Associazione Culturale Diciottoetrenta.

Il palazzo comunale

Addentrandosi nel centro attraverso Via Guglielmo Marconi, presto si raggiunge la piazza principale di Budrio, piazza Quirico Filopanti, dove si trovano tre eccellenze degne di nota.

Il palazzo, risalente al 1400, e la torre dell’Orologio, ancora più antica, furono a lungo proprietà del clero e delle opere pie. Divenne palazzo comunale alla fine dell’Ottocento.

palazzo del comune di budrio

Oltre all’esterno, se possibile, è veramente interessante ammirarne l’interno, con il grande e maestoso scalone in marmo che conduce alla splendida Sala del Consiglio, con il leone che regge lo stemma di Budrio.

In questa sala, si possono ammirare gli stemmi delle varie frazioni di Budrio. Nei decori floreali che fanno da sfondo agli stemmi, inoltre, si riconoscono gli steli della canapa.

La Chiesa di San Lorenzo

Probabilmente risalente al 1100, una particolarità di questa chiesa è che la sua realizzazione fu voluta dal popolo.

I budriesi, infatti, prima della costruzione di San Lorenzo, per la messa dovevano raggiungere la Pieve. Visto che all’epoca il territorio era circondato da acque e canali, era necessario raggiungerla in barca, con grosse difficoltà specialmente in inverno.

Per questo i parrocchiani residenti nel centro decisero, con una colletta, di pagare la costruzione di una chiesa centrale: San Lorenzo.

chiostro di san lorenzo budrio
Chiostro di San Lorenzo, foto di Stefano Mainardi
filopanti dipinto da majani
Quirico Filopanti ritratto da Augusto Majani

Quirico Filopanti

Chi era Quirico Filopanti, a cui è dedicata la piazza principale del paese?

E perchè, nella piazza centrale di Budrio, si erge una sua statua?

Beh, Giuseppe Barilli, in arte Quirico Filopanti, non è altri che l’inventore del sistema dei fusi orari.

Ebbene sì, colui che ha inventato questo sistema che regola, a tutt’oggi, gli orologi di tutto il mondo, è nato in un piccolo comune in Provincia di Bologna, e… quasi nessuno lo sa!

Una cosa particolarmente interessante da sapere è che fu proprio il Comune di Budrio, all’epoca, a pagare gli studi universitari di questo brillantissimo giovane!

Oltre a dedicarsi alla scienza, fu un acceso sostenitore della Repubblica, quando ancora vigeva la Monarchia. Fedele sostenitore di Garibaldi, accanto al quale combattè e da cui ebbe vari incarichi, visse una vita tormentata a causa delle proprie convinzioni.

Una cosa fondamentale da fare, visitando Budrio, è percorrere via Garibaldi, la “via dei musei”.

Percorrerla significa rendersi davvero conto della densità culturale che caratterizza questa piccola gemma bolognese. Tale è la densità, che ho deciso di dedicarvi un articolo a sè!

Il libro: “Mai più sola nel bosco” – Simona Vinci

Parto da questo titolo di Simona Vinci, ma la verità è che consiglio tutta la sua bibliografia.

Vincitrice del premio Campiello con “La prima verità“, quest’autrice ha una padronanza davvero rara della parola scritta.

Il suo stile è straordinario, e quello che racconta coraggioso, scabroso, profondo.

In questo libro parla di sè e della sua Budrio, atttraverso cui rilegge le Fiabe dei Fratelli Grimm.

Sì, perchè Simona Vinci è proprio di Budrio, e questa terra trova tantissimo spazio nella sua produzione letteraria.

Nel libro, in particolare, si parla di creature spaventose e di coraggio. Si parla di Bambine e di Donne. Si parla di tutte quelle tematiche che la tradizione della fiaba ha toccato, scoprendo come riescano ad essere ancora oggi attuali.

Ho avuto l’onore di presentare questo libro con lei, durante il Festival della Letteratura di Budrio.

tazione libro simona vinci budrio
Foto di Giorgio Grassi durante la presentazione di “Mai Più Sola nel Bosco” al Festival della Letteratura di Budrio, con Simona Vinci, Giulio Pierini, l’arpista Arianna Ferrara e un’emozionatissima Giorgia.

Non ho detto nessuna delle cose intelligenti che mi ero preparata, perchè la sua presenza mi ha emozionata davvero tanto (sì, è un’autrice che apprezzo moltissimo!), ma non ha avuto importanza, perchè la sua intelligenza e la sua capacità dialettica hanno reso la serata assolutamente speciale.

Il libro è edito da Marsilio Editori, e fa parte della collana Passaparola, in cui gli scrittori si raccontano attraverso libri che li hanno segnati.

Sono riuscita, dunque, a incuriosirvi abbastanza da partire alla scoperta di Budrio? Che ci sia riuscita o meno, seguitemi, perchè ho ancora molto da raccontarvi, su questo luogo del (mio) cuore!

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