Dove trovare lo spirito della vera Bologna: via del Pratello. 1
Bologna: un viaggio quotidiano

Dove trovare lo spirito della vera Bologna: via del Pratello.

Il Pratello

C’è una strada, a Bologna, che non ha nemmeno bisogno di essere definita via. Basta un articolo determinativo perchè un bolognese, che sia DOC o “d’adozione”, s’immerga immediatamente nello spirito così unico di un luogo che, per molti versi, rappresenta l’unicità della vita bolognese: Il Pratello.

“Strada di schiavi e di puttane. Di protettori e ladri di polli. Di mangiatori di topi. Anche di gatti, ovviamente. Origini oscure. Suburbia. Suburbia anche dopo, una volta inglobata dalla città. Addossata alle mura. Terrorizzata dai mutamenti. quasi campagna e quasi città. Rifugio di giocatori d’azzardo, esperti in truffa alla francese, preti, uomini arrapati, alcolizzati, cacciatori di topi, spie, travestiti. Fame perenne Regno del provvisorio. Indolenza.

Nel corso dei secoli.”

[La notte del Pratello- Emidio Clementi]

Via di collegamento tra “il centro” ed “i viali”, un po’ a metà tra la vita studentestesca e quella autoctona, Via del Pratello è conosciuta per l’ingente presenza di locali e, soprattutto, di gente, che permane sulla strada a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Insomma, è il luogo perfetto per vivere un assaggio di vita sociale bolognese.

La si può percorrere, arrivando dal centro, dal’imboccatura di Piazza Malpighi, oppure, se si arriva da fuori, entrando da Porta Sant’Isaia.

Io, essendo ormai una cittadina bolognese “adulta”, al contrario di quando la vivevo da studentessa fuori sede, oggi scelgo la seconda opzione, parcheggiando la macchina in una delle perpendicolari o parallele di Via Andrea Costa.

Fare aperitivo, mangiare e bere: ecco cosa si fa al Pratello!

Via del Pratello

Entrando nella via, comincia subito la sfilza di bar, pub, osterie, trattorie, gastronomie, pizzerie, fritterie, vinerie, cornetterie, e chi più ne ha più ne metta.

Dopo anni ed anni di esperienza eno-gastronomica al Pratello, sono innumerevoli i posti che consiglerei, a seconda delle esgenze. Ecco un piccolo elenco esclusivamente composti da posti che ho personalmente sperimentato.

Un aperitivo con qualcosa da spizzicare:

  • Vanilla & Comics, civico 100, interessante locale arredato a design, libri e fumetti, ed oggetti nerd;
  • Tarcaban Cafè, civico 96/FG, locale un po’ orientaleggiante, un po’ “barazzo”, con un aperitivo super abbondante;
  • Macondo Cocktail bar, civico 22, ex circolo Arci, nel locale si possono trovare serate con musica dal vivo, mostre e varie attività culturali.

Cibo di strada, anche versione super-bolognese:

  • Pasta fresca Naldi, civico 69, anche detto “La Sfoglina”: attenzione, la sera apre solo di venerdì e sabato, ma in generale, se lo trovate aperto, decisamente fate un salto ad assaggiare al volo dei tortellini doc!! Se trovate chiuso, vi potrete consolare con il lavoro di Alice Pasquini sulla sua serranda (vedi sotto nella galleria sui murales).
  • Mozzabella, civico 65, nasce come pizzeria gourmet al taglio, ma ora offre anche molte altre cose, dai primi freddi a focacce e pani di ogni tipo.
  • Capra e Cavoli, civico 58, non è una sfoglina, ma spadella al volo svariate pietanze calde da asporto o pasto veloce.

Una cena come si deve:

  • Del Montesino, civico 74/B, a tutti noto come “il Sardo” dal momento che… è un ristorante sardo! Si mangia bene, si spende poco.
  • Il Rovescio, via Pietralata all’angolo col Pratello. Ha sia il ristorante che la pizzeria, e anche la spizzicheria. E’ uno dei ristoranti bio storici di Bologna, con anche gran scelta di vini.
  • Alle due Porte, civico 62, più noto come “il Pugliese”, e non espliciterò nuovamente il motivo.

Bere, soltanto bere!

  • Al Pradel, civico 96/A: i miei amici l’hanno sempre chiamato “da Osvaldo”, ma io non ho mai conosciuto nessun Osvaldo. C’è anche qualcosa da spizzicare, ma nessuno lo fa: qui si beve, birra e amari.
  • Birreria Barazzo Bologna, civico 66/c, un grande classico bolognese: un vero e proprio barazzo!
  • Mutenye, civico 44/a, un posto dove non hanno nulla di solido neanche a pagarli…Anche se, nella porta accanto, hanno aperto il “Ristoro del Mutenye”, perchè dopo un tot di birre, non si può andare troppo in giro per cercar da mangiare!

Preciso che l’elenco non è e non vuole essere esaustivo, la stradaè strapiena di locali e penso valga la pena di buttarsi dentro ad ognuno di essi, ma su questi, per cominciare, posso garantire!

Visita il Pratello per i suoi murales!

Un’altra caratteristica fondamentale di questa strada è la sua capacità di mutare continuamente, pur tenendo fede a se stessa.

Sede di associazioni, casa fuori da casa di molti artisti, il Pratello pullula di murales, quelli belli.

L’arte di strada assume, passeggiando per questa via, connotati politici, ma anche intimisti, colori sgargianti e forme poliedriche.

Ecco solo alcune delle interessanti opere che si incontrano:

Il libro: “La notte del Pratello

la notte del pratello emidiCome il Pratello può rappresentare il simbolo della vera Bologna, così il romanzo “La notte del Pratello” di Emidio Clementi non si limita a raccontare la via, ma parla di brutti vizi e “slang” della città nel suo complesso.

Semplicemente divertente per un bolognese (anche adottivo), che conosce benissimo il mondo dei “personaggi strambi” della città, sa cos’è un ciappinaro e cosa vuol dire “portar via il rusco”, vive in semplicità i concetti come “occupazione” e “centro sociale”, per qualcuno che non conosca per niente la città potrebbe forse risultare un po’ “cattivo”.

Perchè un lato un po’ cattivo, ma principalmente cinico, terra terra, la mia città ce l’ha, ma non c’è motivo di farsene spaventare. I sentimenti, di fondo, sono buoni, sono quelli dell’accoglienza, della compartecipazione, delle feste di strada, anche mal organizzate, delle sbornie in strada per fare amicizia con tutti, dei lavoretti che si trovano chiedendo in giro, delle poche certezze insieme alle tante certezze.

Suggerisco di venire a conoscere il Pratello, e poi comprare il libro e leggerselo per farsi “due ghigne”!

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