orologio stazione di bologna strage
Bologna: un viaggio quotidiano

La stazione di Bologna: una porta d’ingresso alla città e alla sua storia

Un post per la stazione di Bologna? Ma la stazione è un luogo di passaggio, da cui uscire per visitare la città!

Eppure, scelgo di dedicare questo articolo alla Stazione Bologna Centrale.

Lo faccio perchè la stazione di Bologna ha qualcosa di particolare di cui parlare.

La prossima volta che vi troverete a passarci, avrete modo di guardarla con sguardo attento, e di ritrovare in essa una parte importante della memoria condivisa della città.

ponte sui binari bologna

Un po’ di storia della stazione di Bologna

Iniziamo col dire che, come nel caso di molte stazioni italiane, la nascita di quella bolognese precede l’unificazione nazionale.

Già negli anni ‘40 dell’Ottocento, infatti, si era vista l’importanza di creare comunicazioni ferroviarie tra i vari attori che tenevano in mano il centro-nord della penisola.

Lo snodo bolognese si trovava un po’ al centro di tutto.

La prima versione, costruita negli anni ‘50 dell’Ottocento, si ritrovò molto presto sottodimensionata. A causa dell’elevatissimo traffico di treni e persone, infatti, fu necessario ricostruirla.

La nuova stazione, inaugurata nel 1871, assomigliava molto a quello che vediamo ancora oggi. Soltanto la torre dell’orologio, distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, non venne mai ricostruita.

stazione di bologna ristrutturazione 1871

Dal 1871 Bologna divenne anche una delle fermate della Valigia delle Indie, il treno internazionale che, fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, funse da collegamento tra Londra a Bombay, attraversando tutta l’Italia, da Susa a Brindisi. Per un approfondimento sulla Valigia delle Indie, consiglio la lettura dell’articolo che ad essa ha dedicato il blog Drink From Life!

Le ristrutturazioni successive, negli anni ‘20 e ‘30 del Novecento, furono sempre volte a venire incontro all’enorme flusso di persone e merci.

Molta attenzione fu data ad ottimizzare la linea della Porrettana, ancora oggi pienamente operativa, che collega Bologna a Pistoia fermando per le numerose stazioni dei comuni della Città Metropolitana.

La stazione di Bologna oggi

Dal secondo dopoguerra in poi, dopo la ricostruzione, Bologna si è sempre confermata come snodo ferroviario fondamentale.

binari la stazione di bologna

La sua posizione centrale tra le grandi città del nord e del centro Italia, e la presenza concomitante di un aeroporto internazionale in città, la rendono fulcro di milioni di passaggi.

L’ultimo ampliamento, terminato nel 2013, ha aggiunto 4 binari sotterranei utilizzati per le linee dell’alta velocità.

Dagli studenti pendolari a quelli che devono “tornare a casa per le vacanze”; dai pendolari per lavoro ai business men; dai turisti agli escursionisti: tutti passano dalla stazione Bologna!

Se avete visitato, per qualsiasi motivo, la nostra bella Bologna, molto probabilmente siete arrivati da lì.

Chissà se, quando siete scesi, vi è capitato di pensare per un attimo a quel 2 agosto del 1980…

2 agosto 1980, ore 10:25

Forse è stato aspettando il treno in sala d’attesa, che avete fatto caso ad una grossa crepa nel muro, oggi chiusa con un vetro. Forse avete distrattamente notato un “buco” nel pavimento, sovrastato da una lapide con sopra 85 nomi.

Magari avete provato a guardare l’ora sull’orologio apposto di fianco all’entrata principale della stazione, e notato che è fermo.

Fermo sulle 10:25, da 38 anni.

orologio la stazione di bologna strage

Di certo sapete della strage di Bologna. Sapete di quella bomba che nel 1980 portò via 85 vite innocenti di bambini, studenti, giovani coppie, turisti… 

Quella bomba che uccise 85 persone e ne ferì 200.

Quella bomba vigliaccamente piazzata proprio lì, nella sala d’attesa, in una giornata di vacanze, in cui molte persone si trovavano lì, felici, per partire.

Uno degli eventi terroristici più gravi avvenuti in Italia.

Non so se sapete quanto sanguini ancora la ferita provocata alla città da quell’infame gesto.

La storia dell’attentato è complicata, ed i numerosi processi che sono seguiti alla strage si sono conclusi con un nulla di fatto rispetto ai mandanti, agli istigatori. La storia è così complicata da essere, forse, fin troppo chiara.

Ancora oggi, l’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980 chiede verità e giustizia.

Ogni anno, il 2 agosto, la città si ferma e ricorda. Ricorda le persone che quel giorno sono morte, le ricorda una per una.

Il Libro: “La strage di Bologna” – Alex Boschetti e Anna Ciammitti

Possiamo fare soltanto due cose, di fronte a eventi come questo: mettere in fila i fatti e far rivivere le emozioni

C. Lucarelli – Prefazione a “La strage di Bologna”

graphic novel di viaggio bologna

Faceva parte dei miei buoni propositi di lettura di graphic novel per l’anno 2019, questo libro.

Non si può essere bolognesi (nativi o adottivi che sia) e non sentire qualcosa di profondo, nel vedere questa copertina.

Questo romanzo grafico, come spiega Carlo Lucarelli nella prefazione, si occupa delle due cose che un libro può fare, di fronte ad eventi drammatici di questa portata.

Mettere in fila i fatti. 

I fatti ci sono, dopo processi durati per vent’anni, dopo l’arresto degli esecutori e l’individuazione di chi ha depistato le indagini.

I fatti sono lì, e per chi non li conosce, è un buon punto da cui iniziare a farsi un’idea.

Far rivivere le emozioni.

Le emozioni legate a questa strage, per la città di Bologna, sono vive e pulsanti.

Se c’è una cosa che emerge e arriva al cuore, da questa graphic novel, è il ruolo della gente comune in quella terribile giornata di agosto, e in quelle subito successive.

La cittadinanza, tutta, si smobilitò. Tutti provarono ad aiutare, tutti aiutarono. Misero a disposizione i propri strumenti professionali – autobus, taxi. Misero a disposizione le proprie cose- lenzuola, viveri.

Interruppero quello che stavano facendo per andare a dare una mano, e grazie a questo molte persone, quel giorno, si salvarono.

Consiglio a tutti la lettura di questo libro. Una cosa molto interessante, per chi si approcciasse per la prima volta a questo capitolo della storia, è la bibliografia presente nelle ultime pagine, che permetterà di approfondire, dopo questa prima infarinatura.

Concludo raccomandando di dare un’occhiata al bellissimo lavoro di Cantiere 2 Agosto.

Da questo progetto è nato un docufilm reperibile gratuitamente dalla pagina dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna.

Qui si trova l’altro lato dell’emozione: le storie e le vite di quelle 85 vite spezzate, alla stazione di Bologna, il 2 agosto 1980.

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36 Comments

  1. Sono scesa a Bologna e sapevo del particolare dell’orologio, è un modo per ricordare le vittime e far si che la memoria non si spenga su questi fatti. Il terrorismo va condannato e per quanto possibile combattuto, mi è piaciuto davvero tanto leggere il tuo contributo per Bologna. Grazie!

    1. Infatti, penso che ricordare serva, tra le altre cose, a condannare quanto accaduto perchè non avvenga ancora.
      Ti ringrazio e sono felice che ilmio contributo ti sia piaciuto!

  2. Mi sono trovata alla stazione di Bologna parecchie volte, ma solo di passaggio per dei cambi treno. Non ci avevo mai fatto caso. Questo articolo però cade a fagiolo perché, con un’amica, sto organizzando un giretto di 2 / 3 giorni a Bologna, quindi ci farò sicuramente caso. E grazie della dritta storica sul fatto segnalato.

    1. Intanto ti dico subito che sono felice ogni volta che scopro che qualcuno pianifica una visita alla mia città, e se avete bisogno di qualche dritta in più, se volete, scrivetemi!
      Poi, beh, ora che lo sai, non potrai fare a meno di guardare l’orologio con altri occhi!

  3. Bellissimo articolo! Da bolognese doc, sono molto contenta che tu abbia dedicato uno spazio per ricordare la terribile storia che tutt’oggi si può toccare con mano alla stazione centrale di Bologna. Una ferita profonda che non smetterà mai di sanguinare..

    1. Sono molto molto contenta del parere positivo di una bolognese. So bene che è una tematica molto sentita, e a mia volta sentivo il bisogno di parlarne!

  4. Non sono mai stata a bologna ma vorrei proprio visitarla, è nella mia lista

    1. Bologna ti aspetta a braccia aperte 😀

  5. Sono sempre passata per la stazione di Bologna, ma non mi sono mai soffermata su certi particolari che tu hai presentato. Poi scoprire la storia attraverso il tuo articolo, mi è piaciuto molto.

    1. Sono felice che ti sia piaciuto, vedrai che ora non potrai fare a meno di notare l’orologio fermo!

  6. Bellissimo articolo. Purtroppo l’attentato alla stazione di Bologna ha lasciato un segno indelebile nella vita di molte persone.

    1. Ti ringrazio! La ferita di quell’attentato non si è mai rimarginata, ma trovo importante il fatto che ogni singola vita persa quel giorno sia ancora ricordata almeno una volta l’anno. Non dimenticare è importante.

  7. Caspiterina quante curiosità che ho scoperto grazie al tuo articolo!
    Ci sono stata una sola volta, fino ad’ ora, li in stazione a Bologna ma mai avrei immaginato la sua storia.
    Bologna non smette di stupire!

    1. Sono contenta se ho raccontato qualcosa di nuovo, i bolognesi (anche quelli “adottivi”, come me) tendono a dare per scontato che si conosca questa storia, ma chiaramente non è altrettanto nota per tutti, e trovavo importante parlarne!

  8. Ho letto con molto interesse questo articolo, sia perchè adoro Bologna e perchè quando si parla della stazione di Bologna la mia mente corre diretta diretta al brutto momento. Ogni volta che arrivo in stazione a Bologna, l’allegria di essere arrivata per un attimo diventa tristezza, ricordando cosa è successo. Questo è credo importante, ricordare tutti per non ripetere mai più!

    1. Sono perfettamente d’accordo con tutto quello che hai scritto. Poi, una volta usciti dalla stazione, Bologna ti travolge con la sua voglia di vivere e stare bene, ma quel piccolo momento di riflessione e raccogliemento davanti all’orologio che segna ancora quell’ora è importante.

  9. Grazie mille per l’articolo,cerchero` il libro che mi hai consigliato che racconta un pezzetto di quella storia…fantastici i tuoi articoli!

    1. Sono contenta di averti “ispirata”! 😊

  10. Passo spesso dalla stazione di bologna per lavoro. Sono molto legata questa stazione perché per me ha significato molto da adolescente e quando ho iniziato l’università. era una stazione da cui si passava sempre, per ogni viaggio. La sua storia, che hai raccontato così bene, merita di essere ricordata.

    1. Certamente è una stazione che per molte persone è o è stata legata al quotidiano, per studio o lavoro. Anche per questo colpisce così tanto ripensare a quel capitolo di storia.

  11. Impossibile passare per la stazione di bologna e non pensare a quella strage di un tranquillo giorno di partenza per le vacanze. Il treno si ferma e, costringe per sempre alla memoria, ad un pensiero, e anche a molta rabbia per il clima di terrore di quegli anni,che al di là degli esecutori materiali, qualcuno ha coscientemente costruito rimanendo impunito.

    1. Infatti, la rabbia permane intatta… Il racconto grafico che ho consigliato, secondo me, affronta bene il tema delle responsabilità, in maniera chiara, benchè pacata.

  12. Non sapevo di questa graphic novel e ora sono curiosa e vorrei leggerla subito. La cercherò. Ho sempre in mente quel giorno: mia madre doveva prendere il treno che sarebbe arrivato a Bologna alle 10.25, ma l’aveva perso e aveva aspettato mio padre a Milano che passasse a prenderla. Avrebbe potuto essere tra le vittime di quella strage.

    1. Oddio, ho i brividi. Le “coincidenze” della vita, perdere un treno che ti salva da una strage. Pazzesco.

  13. Tutte le volte che il treno si ferma a Bologna, ci penso a quel giorno del 1980. É una ferita insanabile, per tutti gli italiani, non solo per i bolognesi. E raccolgo volentieri il tuo invito a leggere il libro, perchè è importante sapere, in ogni situazione.

    1. Infatti, è vero. La cicatrice è a Bologna, ma la ferita è nazionale. Proprio per quello che Bologna è: casa temporanea di studenti, luogo di lavoro di pendolari, posto che ha sempre accolto persone da ogni luogo. E persone provenienti da ogni luogo, purtroppo, sono state vittime di quell’orrore.

  14. Un gran bel post, l’ho letto molto volentieri nonostante il triste tema trattato. Conosco molto bene questa stazione perché per quattro anni l’ho “frequentata” (studiavo a Venezia, quindi una volta al mese tornavo a casa a Modena cambiando sempre treno a Bologna). Spesso mi soffermavo a pensare a quella strage, guardando l’orologio fermo ormai da anni e la vetrata… che tristezza

    1. Quando hai visto e notato più volte quell’orologio, diventa sempre intenso ripensare alla storia della stazione. Perchè vuol dire che sei stata molte volte una persona in viaggio che passava per quella stazione, proprio come le vittime di quell’orribile giorno. Fa tanto pensare.

  15. Le stazioni sono luoghi importanti, perchè a loro tempo hanno rivoluzionato il trasporto. Quella di Bologna lo è ancor più. Ricordo di averci soggiornato vicino. Molto suggestiva, soprattutto la sera, c’è un’atmosfera particolare!

    1. Non so quanto tempo fa tu ci abbia soggiornato, ma probabilmente da tre o quattro anni a questa parte è anche un po’ pi suggestiva di prima, hanno fatto lavori e migliorie vari.

  16. Ogni volta che passo da Bologna, penso a tutte quelle persone. E ogni volta cerco di trasmettere questo pezzetto di storia a mia figlia. Bello questo post. Importante.

    1. Sono molto grata di sapere che c’è una nuova generazione a cui qualcuno sta trasmettendo anche questo pezzo della storia della nostra nazione, grazie!

  17. La stazione di Bologna mi ha sempre affascinato. Saranno stati gli anni della adolescenza e delle fughe dalla provincia verso la “grande” città o sarà stato che io quella crepa sul muro l’ho vissuta con mia nonna, che quel treno perse per un soffio.

    1. Oh mamma, sei già la seconda persona che commenta parlando di un fatto familiare legato a quella stazione e a quella terribile giornata. E’ proprio vero che quella disgrazia ha toccato tutta l’Italia.

  18. Sono molto legata a Bologna, il tuo articolo è bellissimo e commovente. Grazie

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