ocarine in terracotta
Bologna: un viaggio quotidiano

I musei di Budrio e il suo patrimonio di eccellenze

La Via dei Musei di Budrio

Nell’ultimo articolo ho iniziato a parlare di questo piccolo gioiello della pianura bolognese che è Budrio, anticipando che i suoi musei meritano un articolo a sè.

Qui, dunque, parlerò dei musei di Budrio, ma anche di alcune importanti istituzioni legate all’arte e alla cultura: un vero e proprio concentrato di eccellenze!

Gran parte di queste eccellenze si trova in Via Garibaldi, per questo detta “La via dei Musei”.

Per entrare nella via, attraverserete Piazza Antonio da Budrio e potrete ammirare l’esterno della chiesa di San Domenico, risalente all’inizio del Seicento. Al momento non è visitabile all’interno, a causa di danni strutturali causati dalle scosse sismiche del 2012.

chiesa di san domenico budrio

E’ però possibile andare sotto al porticato e alzare gli occhi, per rimanere ammaliati dalle sculture in bassorilievo che si trovano nell’arcata.

Imboccando la via, ci si trova subito accanto alla Biblioteca Augusto Majani – Nasica.

caricatura augusto majani
Da Wikicommons

Augusto Majani detto Nasica

Ecco che scopriamo la prima eccellenza budriese: l’artista Augusto Majani, detto Nasica.

Il pittore Augusto Majani, celebre laureato dell’Accademia delle belle arti di Bologna, apprezzato dal D’Annunzio come simbolista e paesaggista, fu un protagonista della scena bolognese tra fine Ottocento e inizi Novecento.

Majani Bologna che dorme
Da Wikicommons

Ma, col soprannome di Nasica, rimane forse ancor più celebre come caricaturista.

Questo aspetto della sua attività artistica è squisitamente legato al territorio e alle sue eccellenze.

Probabilmente vi è capitato di vedere, ad esempio, la sua “Bologna la Grassa” (celeberrima immagine di donna con un cappellino a tortellino e… uhm, mortadelle al posto dei seni) e il suo lavoro per “Bologna che dorme”.

 

Il museo dell’Ocarina di Budrio

Proseguendo su Via Garibaldi, ci si troverà di fronte al più famoso dei musei di Budrio: Museo dell’Ocarina.

Non ci si può sbagliare: il muro dell’edificio che lo ospita è stato decorato con ocarine!

Cos’è, dunque, l’Ocarina?

Si tratta di un piccolo strumento a fiato della famiglia dei flauti, dalla forma…beh, di piccola oca, senza la testa!

ocarine in terracottaLo strumento, creato nel 1853 dal budriese Giuseppe Donati, viene ancora oggi prodotto da artigiani locali in terracotta. Ne esistono di varie dimensioni, e dalla dimensione dipende il timbro della musica prodotta.

Nacque in seguito a uno scherzo (consiglio di leggerne la storia sul sito ad essa dedicato), ma è diventata, ad oggi, una faccenda serissima.

I gruppi di ocarinisti budriesi sono celebri in tutto il mondo, raccogliendo incredibili consensi in alcune zone dell’Asia quali Corea e Giappone.

Ogni due anni, a Budrio, si tiene il Festival Internazionale dell’Ocarina. L’anno seguente, il festival si tiene in una città straniera che lo ospita.

Nel Museo, naturalmente, potrete ammirare ocarine di ogni forma e fattura, scoprirne la storia, e apprenderne svariate curiosità.

Teatro Consorziale

Proseguendo di pochi metri ancora, sempre su Via Garibaldi, si trova l’ingresso al Teatro Consorziale.

Bisogna, in questo caso, farci ben caso, perchè il teatro è stato costruito all’interno di quello che era nato come un comune palazzo civile.

La storia del teatro, nato proprio nelle abitazioni dei suoi primi fondatori, per via dell’innata passione del popolo budriese per il teatro, è estremamente affascinante.

teatro consirziale di budrio

Divenne “consorziale” all’inizio dell’Ottocento, quando venne acquistato dalla Partecipanza di Budrio, che esercitò sulle sorti del comune un’importanza enorme fino al secolo scorso.

Divenne poi proprietà comunale negli anni Trenta del Novecento, e lo è a tutt’oggi.

Oltre al fascino del teatro, è da notare il bellissimo Foyer del primo piano, che opsita locandine d’epoca e oggetti di scena.

Al momento, purtroppo, il teatro è chiuso, ma tutti i budriesi (e io con loro) si auspicano che preso venga riaperto.

Una curiosità contemporanea: Paolo Poli amava moltissimo questo teatro, tanto da sceglierlo regolarmente per le prime dei suoi spettacoli.

Pinacoteca di Budrio

Nello stesso edificio che ospita il Teatro Consorziale, si trova un altro gioiello prezioso quanto nascosto: la Pinacoteca di Budrio.

interno pinacoteca di Budrio
Foto scattata da Stefano Mainardi durante il Trekking Urbano 2018 a cura dell’Associazione Culturale Diciottoetrenta.

La pinacoteca è intitolata a Domenico Inzaghi, che donò una gran parte dei dipinti ancora oggi presenti nelle sale. Anche questa istituzione è legata alla Partecipanza, all’interno della quale è nata.

La collezione ospita prevalentemente dipinti di scuola bolognese ed emiliana, dal XIV al XVIII secoloTra i nomi più celebri, Vitale da Bologna, Dosso Dossi, Prospero Fontana, Ludovico Carracci, il Guercino, Guido Reni. Ospita oggi anche alcune opere di Augusto Majani.

Museo civico Archeologico e Paleoambientale Elsa Silvestri

Nello stesso edificio delle due istituzioni appena menzionate, si trova un altro dei più importanti musei di Budrio: il Museo Civito Archeologico e Paleoambientale Elsa Silvestri.

Qui si trova una raccolta unica di reperti di epoca romana che testimoniano le prima evoluzioni di Budrio e della vicina Castenaso.

All’interno del museo si trovano reperti che vanno dal Paleolitico alla dine dell’Impero Romano, e la visita è supportata da video che raccontano la storia del territorio.

Museo dei burattini di Budrio

Sempre all’interno di un’antica abitazione budriese, poco più avanti su Via Garibaldi, si trova infine l’ultimo dei musei di Budrio: quello di burattini.

Inaugurato nel 2000, il museo ospita oltre cento burattini costruiti da mastri burattinai della scuola bolognese, nella prima metà del Novecento.

Sono anche numerosi i materiali scenici, a confermare una ricca tradizione budriese legata allo spettacolo.

…un piccolo extra

Qui terminano i musei di Via Garibaldi. Proseguendo fin quasi in fondo alla via, però, segnalo una chicca che, se seguite il mio blog, certamente apprezzerete.

Non si tratta di un museo, ma di una libreria per ragazzi che porta l’affascinante nome di Kodama.

La collezione di libri (ma anche giochi e sofisticatissima caroleria) presenti da Kodama non lascia mai indifferente nessuno e, se avete o conoscete dei bambini, fatevi consigliare dalla stupenda libraia Martina.

Saprà trovare la cosa giusta, ve lo garantisco!

Il Museo della Patata

I musei, però, non sono tutti in via Garibaldi. Uscendo dal centro e andando verso la frazione di Vedrana, infatti, troviamo una testimonianza di un’altra eccellenza molto amata.

L’enogastronomia è un po’ il cavallo di battaglia di queste terre, diciamocelo.

Ecco perchè, tra i musei di Budrio, ne compare uno alquanto originale: il Museo della Patata.

Sì, perchè la Patata di Bologna DOP, apprezzata in tutta Italia, e non solo, viene coltivata proprio nella zona di Budrio.

Il museo ospita in particolare varie tipologie di attrezzi per la coltivazione del caro tubero, e ne racconta la storia.

Il libro: “Il bambino di Budrio” – Angela Nanetti

I musei di Budrio e il suo patrimonio di eccellenze 1Cosa c’entra un libro con i musei di Budrio?

Beh, “Il bambino di Budrio” è un romanzo storico ispirato a una storia realmente accaduta nel Borgo di Budrio, a metà del 1600.

Si tratta della storia di un bambino prodigio, nato in una famiglia povera ma accolto poi sotto l’ala protettrice del parroco del borgo, affascinato dalle sue inusuali doti intellettive.

A questa storia è ispirato anche un dipinto presente nella Pinacoteca, Il Bambino prodigio di Budrio di Francesco Curti, che potete trovare sulla pagina dedicata all’istituzione museale.

La vicenda si sviluppa tra Budrio, Bologna e Roma, descrivendone con ardore luoghi e persone.

Oltre alla trama storica, la narrazione offre molti spunti di riflessione su tematiche sempre attuali legate al potere, all’ambizione e, naturalmente, al tema dell’educare e “coltivare” le nuove generazioni.

Il romanzo, edito Neri Pozza è scritto dall’abile penna di Angela Nanetti, un’altra autrice budriese molto apprezzata per lo stile pulito e le grandi capacità narrative. Insomma, Budrio sforna delle grandi scrittrici, non c’è che dire!

 

Per ora, le mie narrazioni budriesi si concludono qui. Ma parlerò ancora della pianura bolognese!
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E, mi raccomando, contattatemi se vi è venuta una gran voglia di una visita guidata in quel di Budrio!

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6 Comments

  1. Il museo dell’Ocarina deve essere fantastico. La foto ha attirato subito la mia attenzione. Bell’articolo, complimenti

  2. Ce ne sono di cose da vedere a Budrio, ed anche molto adatte alle famiglie con bambini! Dopo averne scoperto, con i tuoi articoli, il centro storico e i suoi meravigliosi torrioni, ora ne conosco anche le attrattive. Sempre più decisa a passare.

    1. Oh sì, è certamente un’escursione adatta ai bambini! Se passate, contattatemi per assicurarvi di riuscire a vedere tutti imusei che v’interessano!

  3. Sapevo di questo museo di Budrio e, come ti dicevo qualche commento fa, mi sa che potrei fare presto un giro da quelle parti.

    1. Spero che in autunno gran parte delle cose avrà riaperto, in primis il Museo dell’Ocarina, che è una cosa che non si può non visitare!

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