via zamboni andrea pazienza
Bologna: un viaggio quotidiano

Paz, un mito forgiato a Bologna

Andrea Pazienza, marchigiano di nascita, è diventato l’artista del fumetto che tutti ricordano ed amano in seno all’Università di Bologna. E’ stata l’Alma Mater Studiorum, sede del primo DAMS italiano, a farne germogliare appieno le idee.

pentothal andrea pazienza

Dalle occupazioni e rivolte studentesche, a figure iconiche come quella di Zanardi, Paz ha dato vita con i suoi disegni e le sue parole ad un immaginario bolognese particolarissimo.

A metà tra l’incubo e la riflessione intellettuale, molte delle sue tavole rimangono nel cuore dei bolognesi e degli amanti del fumetto d’autore.

La Bologna di Paz

la bologna di andrea pazienza

Stavo leggendo “Le straordinarie avventure di Pentothal” quando, grazie a Facebook, ho scoperto la visita guidata “La Bologna di Andrea Pazienza” dell’Associazione Habitart. Inutile dire che mi sono immediatamente iscritta, insieme al mio fidato fotografo!

La visita guidata, che mi sento di consigliare, segue in maniera dedicata questo particolare lavoro di Paz, concentrandosi sulla sua vita bolognese fino al marzo del ‘77, alle occupazioni ed ai tristemente noti scontri tra studenti e forze armate che hanno caratterizzato quel periodo.

Arrivato a Bologna nel ’74 da studente fuori sede, come moltissimi, Andrea Pazienza prende alloggio in Via Emilia Ponente 223. Nel ’77 trascorre gran parte del tempo in Via Clavature 20, in pieno centro, in un edificio occupato da giovani artisti, tra cui l’amico Filippo Scozzari. L’appartamento viene presto ribattezzato “Traumfabrik“, fabbrica dell’incubo, a causa degli stimoli artistici ed intellettuali che vi circolano.

traumfabrik paz

Come già detto, Paz frequentava il DAMS, che ai tempi non si trovava, come oggi, in Via Barberia, ma, con ogni probabilità, in via Guerrazzi. Non si laureò mai, per la troppa paura di affrontare l’ultimo temibile esame, quello con Umberto Eco.

via zamboni andrea pazienza

Via Zamboni e le manifestazioni studentesche

Visitare e vivere la Bologna di Paz significa percorrere Via Zamboni.

Significa fermarsi in Piazza Verdi ed immaginare che, dove da molti anni ormai troviamo il celebre locale “La Scuderia”, negli anni ’70 c’era la fila per la mensa universitaria.

Osservare i giovani seduti a terra, guardare i murales, e riflettere su questo luogo carico di storia.

Sapere che l’11 marzo 1977, dopo un lungo periodo di tensioni, da questa zona partirono gli scontri tra studenti e polizia che portarono all’uccisione del giovane militante Francesco Lorusso.

murales via zamboni bologna

Alla morte di questo studente di medicina seguirono le celebri barricate della cittadella universitaria. Seguì un furto di armi da un negozio di Largo Respighi. Seguì anche una misteriosa serie di omicidi che coinvolsero studenti ed insegnanti del DAMS negli anni a venire.

Paz: simbolo ed outsider del movimento studentesco

Tagliato fuori… Sono completamente tagliato fuori…

Paz visse dunque una Bologna particolarissima, e ne fu al tempo stesso il simbolo ed un grande outsider.

I suoi racconti ne fecero una sorta di portavoce del movimento, ma lui non si sentì mai tale. Simbolico di questa sua condizione fu l'”errore” di inviare a Linus le tavole di Pentothal riguardanti le occupazioni studentesche prima del loro culmine. Nel fumetto, infatti, aveva raccontato gli avvenimenti di febbraio, ma non aveva potuto narrare quelli di marzo, avendo già consegnato il lavoro quando si verificarono.

Per rimediare, inviò questa tavola in sostituzione dell’ultima:

ultima pagina pentothal 77

Forse anche grazie a questo suo essere “nel mezzo” eppure “tagliato fuori da tutto”, Paz è il simbolo perfetto del “fuori sede”, di cui Via Zamboni ed il centro di Bologna sono habitat naturale.

Pazienza decise di non rimanere a Bologna, a causa di varie delusioni, anche personali. L’amarezza ed il cinismo escono con forza e crudeltà nel celebre personaggio di Zanardi, su cui lavorò in seguito.

La Bologna dei giovani, degli artisti, degli intellettuali e dei ribelli non ha comunque mai smesso di vedere in lui un artista ed un cittadino onorario estremamente amato.

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10 Comments

  1. Chi ama il fumetto non può non amare Paz! 🙂 Quindi, se faccio un giro per Bologna, contatto gli Habitart, giusto? Grazie 1000 per la dritta!

    1. Per altro è vietato per legge abitare a Bologna e non amare Paz :D! L’associazione Habitart organizza questa visita con cadenza non proprio regolare, consiglio di guardare sulla loro pagina Facebook!

  2. Bologna è la città delle fughe pomeridiane per noi ferraresi. E’ la città del scappo dalla provincia per arrivare nella grande città e percorrere questa storia mi ha fatto venire in mente una parte della mia adolescenza ribelle. Adesso per me Bologna è la città dove lavoro e che mi rendo conto di non conoscere più come un tempo. Grazie per avermi dato una opportunità per riviverla di nuovo.

    1. Ah, viverla “per lavoro”, quindi un po’ per forza, e con tanta abitudine, è certamente molto diverso dal viverla in maniera “fresca”, da studenti o da abitanti della provincia in fuga. Ma può comunque essere un modo felice di viverla “da adulti”, penso!
      Per altro, io adoro anche Ferrara, appena posso ci faccio una capatina, pensa!

  3. Io adoro Andrea Pazienza e ho visto più volte i suoi luoghi a Bologna. Dovrei rivederli proprio per poterne scrivere. Li ho sempre visitati senza pensare a doverne parlare. Me li sono goduti in modo più intimo.

    1. Credo che tu abbia fatto molto bene a viverli in maniera intima. Mi continuo a ripromettere di tornare a fare il tour in solitaria per lo stesso motivo!

  4. Nel 2018 sono stata a Bologna un paio di volte e mi ci sono fermata qualche giorno: non ho mai visto così tanti murales come qui! E sono passata davanti anche a quelli fotografati e inseriti nel tuo post. Devo dire che conosco Andrea Pazienza ma solo di nome, non ho letto nulla di suo e tanto meno di quanto fosse legato a Bologna … probabilmente, ora che lo conosco un pò di più, andrò a cercar qualcosa di suo!

    PS sorrido alla scena del suo ipotetico esame con Umbero Eco, immagino il terrore di fare un esame con un grande come lui!

    1. Leggenda metropolitana narra che fior di studenti ha finito per cambiare corso di studi pur di non presentarsi davanti a Eco :D!

  5. Thanks for this photo reportage from the Bologna of Pazienza! If I’m ever in this city, I’ll be excited to visit these places because reading Pentothal was such a strange and vivid experience for me. It was like taking a steampunk time machine to the 1970s!

    1. Thank you for the compliments! I hope you get to come to Bologna and do a full “Paz experience”!

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