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Parole e terre: libri di viaggio

Cinque libri per non dimenticare l’Olocausto

Il lavoro rende liberi. «Raus, Raus!», «Schnell!», «Bastardi, sporchi ebrei». Il lavoro rende liberi…

Pivinik, Sam. L’ultimo sopravvissuto (eNewton Saggistica)

Libri per non dimenticare l’Olocausto

Ho parlato della mia esperienza di visita guidata al ricordo dell’Olocausto nell’articolo “Viaggio della memoria ad Auschwitz-Birnekau“, ma non ho in quell’occasione parlato di libri.

Come si fa a scegliere un libro tra quelli scritti dai sopravvissuti, tra quelli che raccontano e analizzano la storia, tra quelli che la romanzano perchè possa entrare in più case possibile, tra quelli che la illustrano?

Sono sommersa di libri e la lista di quelli da procurarmi potrebbe andare avanti, e mi sento fortemente in imbarazzo.

Vorrei averli letti tutti, poterli citare tutti, poterli consigliare tutti.

Inserisco “Se questo è un uomo” o do per scontato che l’abbiano letto tutti? E, anche se veramente lo conoscono tutti benissimo, posso veramente dire che non è più necessario menzionarlo?

E il “Diario” di Anna Frank?

Devo consigliare “Maus” tra le graphic novel, ed insistere che lo si acquisti?

E le molteplici analisi che di questi testi sono state fatte?

Insomma, lo ripeto, fare una selezione di libri sulla Memoria della Shoah mi crea difficoltà, è un tema troppo importante e la necessità di affrontarlo si scontra con l’incapacità di afferarne l’enormità.

Ma vince, e deve vincere sempre, la necessità di dire almeno qualcosa.

Se non siamo in grado di dire qualcosa su atrocità che possiamo vedere con la chiarezza del tempo che è passato, come possiamo oggi essere in grado di dire qualcosa quando le vediamo ripetersi?

Allora partiamo da lì, dal crimine contro l’umanità che fu la Shoah. Parlandone, cerchiamo di tornare a renderci conto che tutti gli esseri umani sono tali, e agire contro alcuni di loro è sempre un crimine contro tutto e tutti.

Ecco dunque cinque libri per non dimenticare l’Olocausto.

libri olocausto sam pivnik1- “L’ultimo sopravvissuto” – Sam Pivnik

Come si fa a parlare di un libro, quando si tratta della testimonianza di un sopravvissuto ad Auschwitz? Ne ho letti molti, e di ognuno non farei che citare ogni parola.

Per rispetto.

Perché nessuna di quelle parole può essere tralasciata.

E perché non è possibile trovare ulteriori parole.

Eravamo stati allevati, tutti noi, nella convinzione di essere dei leali cittadini polacchi; a scuola, ogni mattina, recitavamo una preghiera per il nostro presidente, esattamente come era successo ai miei nonni con lo zar russo. In quel momento ero inconsapevole del fatto che al governo polacco non interessava granché della sorte degli ebrei.

La vita normale e felice del prima.

L’inizio dei problemi, e il non riuscire ad arginarne il peggioramento.

La perdita di tutte le persone care.

Il campo, l’istinto fortissimo di sopravvivenza, l’orrore.

Ben raccontato, questo libro sull’Olocausto edito da Newton Compton contiene tutto quello che l’esperienza di un sopravvissuto può trasmettere.

2- “Il mostro della memoria” di Yishai Sarid

viaggio della memoria ad auschwitz-birkenau il mostro della memoria

Come si fa a raccontare ogni giorno la Shoah ai visitatori dei campi di concentramento e sterminio, e rimanere integri?

Si può non dire nulla, se raccontando gli strumenti di degradazione e morte impiegati dai nazisti a una classe di ragazzi, qualcuno tra loro bisbiglia un commento razzista?

E’ possibile non lasciarsi scalfire dalla concretezza che si nasconde dietro alle parole di una guida turistica nei luoghi dell’Olocausto?

E, se è possibile, è giusto?

Il protagonista di questo libro è un uomo qualunque, che ha la necessità di fare un mestiere che gli permetta di vivere, e per varie vicissitudini si trova a fare da guida proprio nei campi di sterminio.

Questo libro, edito da E/O, è una riflessione sulla memoria dell’Olocausto stessa.

E la risposta è: no, non è possibile rimanere integri.

Io sono il contenitore di questa storia. Se le crepe dentro di me si allargassero fino a provocare una rottura, la storia andrebbe persa.

3- “Liliana Segre. Il mare nero dell’indifferenza” – Giuseppe Civati

libri olocausto liliana segre…e tutti i libri sull’Olocausto di Liliana Segre, ovvero:

Sopravvissuta all’Olocausto, Liliana Segre è da trent’anni attiva nel raccontare e tramandare la memoria, con l’esplicita missione di impedire che il male che si è propagato a causa del nazi-fascismo si possa ripetere.

Raccontare e scrivere libri per non dimenticare l’olocausto è una missione a cui Segre ha dato un particolare valore.

La sua opera è in gran parte incentrata sul mettere in guardia dell’indifferenza.

In questo libro edito da People, Civati racconta “cosa le hanno fatto”, analizza il suo pensiero e le sue parole, celebrandola in occasione della nomina a Senatrice a Vita operata dal Presidente Sergio Mattarella nel gennaio 2018.

4- “Di chi è Anne Frank?” di Cynthia Ozicklibri olocausto di chi è anne frank

Ho scoperto questo saggio grazie all’edizione a cura di La Nave di Teseo, ma la sua prima pubblicazione americana risale al 1997.

Si tratta di un’interessantissima lettura di Anna Frank che va al di là dello stereotipo che la fama del suo “Diario” ha contribuito a creare.

Tra un’operazione di santificazione del personaggio e il rischio di una semplificazione che lascia fuori le cause concrete della morte della ragazza, Cynthia Ozick va a cercare una voce autentica.

E trova la voce di una scrittrice in erba, la cui vita e carriera sono state mozzate da precise scelte politiche. Una voce carica di un dolore che non va nascosto nè mitigato.

Tra i libri per non dimenticare l’olocausto, questo rappresenta una lettura breve e di una rilevanza straordinaria.

Se Anne Frank […] non avesse scritto lo straordinario Diario grazie a cui la conosciamo, è probabile che l’avremmo annoverata fra i più celebri autori del ventesimo secolo – benché forse non attraverso la lente drammatica con cui lo facciamo ora.

5 – “Arpad Weisz e il Littoriale” – Matteo Matteucci

libri olocausto arpad weiszTra i libri per non dimenticare l’Olocausto si annoverano anche diverse graphic novel.

Questa è di particolare interesse per la mia terra, Bologna, perchè parla di un personaggio che la città amò molto.

Arpad Weisz è stato, infatti, un grande allenatore della squadra di calcio del Bologna, negli anni 30.

Ha portato la squadra a grandi successi fino al ’38. Fino a quando, essendo ebreo, dovette lasciare l’Italia a seguito dell’emanazione delle leggi razziali.

Fu deportato con la sua famiglia ad Auschwitz, e nessuno di loro sopravvisse.

Questo racconto grafico edito da Minerva è catalogato come narrativa per ragazzi.

Può essere un interessante modo, ad esempio, per far comprendere a fondo a un giovane appassionato di calcio quanto cieco e distruttivo sia il razzismo.

 

Nella speranza di aver fornito qualche nuovo spunto sui libri per non dimenticare l’Olocausto, chiedo a voi: avete qualche lettura da suggerirmi sul tema dell’Olocausto?

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32 Comments

  1. Ricordo di avere letto alcuni libri sull olocausto e ne sono rimasta molto colpita

    1. È davvero difficile non rimanere colpiti da certe storie!

  2. Grazie per i testi consigliati conoscere altri aspetti e testimonianze di questa orribile pagina dell’Umanità è sempre un bene.

    1. Ne sono profondamente convinta!

  3. Semplicemente libri che in molti al giorno d’oggi dovrebbero leggere.
    Prima leggere, poi parlare.

    1. Ah, sarebbe un mondo migliore se tutti avessero il coraggio di leggere e imparare, prima di parlare!

  4. La prossima volta che andro’ in Italia comprero’ quello della Segre, una donna che mi fa sempre battere il cuore ed emozionare.

    1. Sì, le sue parole, la sua persona in generale è davvero di enorme ispirazione, specialmente di questi tempi.
      Ho letto la lettera che ha scritto agli studenti delle scuole, in occasione del giorno della memoria. Con semplicità, va dritta al punto e non si può che amarla.

  5. Molto interessanti questi libri, non li ho mai letti. Ho letto naturalmente Se questo è un Uomo e il Diario di Anna F. che mi sono rimasti nel cuore. Mi metto in lista alcuni di quelli suggeriti da te

    1. Questi sono tutti abbastanza nuovi (se non nuovi, recentemente editi in Italia, come il saggio su Anna Frank): li ho scelti proprio perché testimoniano che il desiderio di ricordare e tramandare è ancora vivo e produce ancora risultati. E di anno in anno si può cogliere l’occasione del Giorno della Memoria per ampliare le proprie conoscenze con qualche nuova lettura 🙂

  6. Camilla says:

    Ho letto tantissimi libri dedicati alla memoria, ma questi titoli sinceramente non li conoscevo. Credo proprio che ne acquisterò qualcuno!

    1. Mi fa piacere se sono riuscita a dare qualche spunto anche a una persona già interessata al tema! Anche per questo ho scelto titoli recenti 🙂

  7. Ok tre non li ho letti, e quindi li ho inseriti in lista di lettura. Grazie per i suggerimenti. Apprezzati, in tutti i sensi.

    1. Felice di aver “presentato” qualcosa di nuovo ad un’altra avida lettrice :)!

  8. Il quarto libro l’ho messo nella mia lista di “to do read”. E’ un tema che mi colpisce profondamente. Rabbia e dolore.

    1. Dobbiamo tenerci stretta la rabbia e anche il dolore, credo. Sperando ci renda in grado di non dare gli stessi errori

  9. Grazie di aver segnalato questi titoli. Giusto ieri sera ho visto su youtube la testimonianza di Liliana Segre fatta in un evento organizzato dal Corriere della Sera. Mi sono emozionata e indignata e intristita… Ho avuto una successione di sentimenti davvero pazzesca. E partirei proprio da quel libro che lei ha raccontato con molta umiltà. Una donna davvero gigantesca per la sua forza: non solo per aver resistito all’orrore dei lager e del nazismo, ma per aver deciso di raccontarlo a quelli che sono venuti dopo.

    1. È davvero una persona straordinaria, ed è anche molto brava nella scelta delle parole giuste per comunicare i fondamentali concetti che trasmette!

  10. Di quelli elencati ho letto solo LA memoria rende liberi di Liliana Segre, che mi è piaciuto davvero tatno. Consiglio anche “Io sono David”, di Anne Holm. Bellissimo e originale

    1. “Io sono David” è nella mia libreria Kindle, ma non sono riuscita ancora a leggerlo, anche perchè la libreria è stipatissima! Ma seguirò il consiglio e lo metterò avanti nella lista!

  11. Ero giusto alla ricerca di qualche nuovo titolo, al momento quello che più mi ispira è il mostro. mi vergogno un pò nel dirlo, ma questi temi un pò duri fanno sempre per me…..

    1. Devo dire che anche io sto continuando questo filone, anche dopo la grande immersione fatta per scrivere questo post. In molti dei consigli di lettura dei prossimi post si potrebbero trovare titoli legati alla memoria della Shoah. Ma è così importante cercare di capire cosa sia successo!

  12. Io ho sempre adorato leggere e vedere film o documentari di questo genere. Trovo che ricordare sia importante e doverose.. Ho letto “se questo è un uomo”di Primo Levi e ad Amsterdam comprai “il Diario di Anne Frank”.. sono letture che fanno davvero riflettere. Fino a che confine si spinge l’uomo?

    1. Infatti, sapere che quel punto che on avremmo mai pensato si potesse raggiungere, è stato invece superato. E dobbiamo esserne consapevoli, altrimenti potrebbe succedere di nuovo!

  13. Semplicemente grazie, per il contributo che I tuoi post danno a ragionare e a non dimenticare.leggere più libri sull’argomento è utile perchè una stessa grande tragedia può essere vista da tanti punti di vista ed ognuno restituisce una visuale più complessa e completa per non dimenticare che dietro ad ogni numero della tragedia collettiva c’era una grande tragedia individuale.

    1. È proprio vero, sono ne storie individuali delle vite distrutte da questo orribile capitolo della storia a lasciare il segno!

  14. Proprio ieri sera raccontavo ad amici l’unica volta in cui mia nonna mi ha parlato degli orrori commessi dai nazisti nel nostro paese. Sentire il racconto della nonna mi ha fatto rabbrividire, più di quanto abbia mai rabbrividito leggendo l’olocausto nei libri di diversi autori, alcuni anche da te citati. Perché ti rendi conto che è reale, e che sarebbe potuto toccare a te se solo fossi nata nel periodo sbagliato. Nonna non aveva nemmeno più rancore nell’anima. Ne ha parlato in maniere fredda e distaccata, forse l’unico rimedio che ha trovato per non farsi travolgere e sconfiggere dal ricordo di tanta atrocità.

    1. Sentir raccontare queste cose dalla voce di una persona cara dev’essere una cosa che segna nel profondo!
      Anche il tema della “desensibilizzazione” all’orrore eccessivo è di gran rilievo e merita molte altre riflessioni!

  15. Ho letto un paio di questi libri, sono molto toccanti! Bisognerebbe farli leggere nelle scuole per non dimenticare

    1. Non ho idea di quanto siano aggiornati i programmi a riguardo, ma penso che fortunatamente questo capitolo della storia venga comunque approfondito anche con letture..lo spero, almeno!

  16. Sono stata quest’anno ad Auschwitz e Birnekau, sono destinazioni che lasciano veramente un segno indelebile. A questi libri vorrei aggiungere il libro “Sonderkommando Auschwitz” di Schlomo Venezia, sopravvissuto per aver fatto parte proprio del reparto dei Sonderkommando, che erano incaricati di condurre le persone alle camere a gas senza far loro comprendere quanto stava per accadere e di tirarli poi fuori dalle camere a gas, privarli di capelli e denti e metterli nei forni. Un compito terribile, ma che gli ha salvato la vita. E poi l’immancabile “Se questo è un uomo” di Primo Levi. Andrebbero fatti leggere nelle scuole

    1. Mi segno il tuo consiglio, sembra un libro di quelli che ti assestano un pugno nello stomaco che non può non far pensare. Concordo, dovremmo leggerli tutti, fin da piccoli, è importante!

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