valled'itria soul
Parole e terre: libri di viaggio

“Soul of the heel”: scoprire il sud con occhi nuovi

Soul of the Heel

Ho scoperto “Soul of the Heel” mentre cercavo libri che mi raccontassero, con una prospettiva differente, la Valle d’Itria.

Come mi era da poco capitato trovando “That Summer In Puglia”, ambientato ad Ostuni, anche in questo caso mi sono curiosamente imbattuta in un libro in inglese non tradotto.

E’ proprio vero, dunque, che gli stranieri “vedono” l’Italia meglio degli italiani?

Soul of the Heel”, dell’autore Scott Bergstein, racconta la storia autobiografica dell’improvviso (diciamo pure avventato) trasferimento di una coppia di americani  in Puglia.

soul of the heel

What could go wrong? Cosa può andare storto?

Fin dalle prime ore in Italia, la coppia si scontra con alcune difficiltà causate dalle grandi differenze culturali. Questo inizio lascia a presagire il mood della grande “avventura italiana” dei due, che, dopo aver esplorato tutti i centri della Valle d’Itria, si trasferiranno nei pressi di Cisternino.

valle d'itria

Senza rovinare le sorprese della lettura, si potrebbero sintetizzare così alcune caratteristiche tipicamente italiane e pugliesi con cui la coppia deve fare i conti:

I punti “no”

  • il problema della lingua: i due trovano difficoltosa la comunicazione a causa della mancata conoscenza diffusa dell’inglese. Se la cavano imparando via via qualche espressione in italiano.
  • I parcheggi. Nella fattispecie, i parcheggi che non sono parcheggi, ma minuscoli spazi tra veicoli, gestiti da parcheggiatori abusivi.
  • La viabilità in generale. In particolare, guidare in strade di campagna strettissime, trovandosi a dover fare kilometri di retromarcia quando si incontra un altro guidatore.
  • Lo stile di guida italiano, nello specifico. Ad esempio, trovarsi in macchina con un autista che, mentre guida, parla al telefono,  gesticolando come ogni buon italiano fa, senza preoccuparsi di tenere il volante.
  • La gestione creativa del dovere di pagare le tasse, più volte sottolineato con ironia.
  • La burocrazia, intesa come quella serie di blocchi che impediscono agli onesti cittadini di compiere normali azioni quali portare avanti un acquisto, ma non danneggiano eventuali imprese malavitose. I burocrati, anche.
  • Le case, quelle vecchie. Nonostante i due subiscano il fascino delle strutture antiche, faticano a farsi una ragione delle tappezzerie di una volta, delle cucine raffazzonate, delle case di campagna piene di animali… se avete dei nonni, sapete di cosa parlo. Da americani, trovano gli spazi delle case pugliesi minuscoli, angusti, e i bagni insufficienti.

piazza tavoli cisternino

I punti “sì”:

  • il vino, i vini. Molto se ne parla, e non solo in relazione alla Puglia.
  • Le orecchiette fatte a mano, i condimenti semplici, i cibi freschi. E ci mancherebbe, no?
  • C’è, in ogni caso, sempre qualcuno che ti dà da mangiare. Se ordini un bicchiere di vino al bar, ti ci portano insieme le bruschette. Se non è felicità, questa…
  • I paesaggi, lo spirito della Valle, la Bellezza, quella Grande.
  • La sensazione di tranquillità e “vita ben vissuta” che si percepisce immergendosi in quei luoghi.

Un grande punto “boh” (per me):

  • un ristoratore che, mentre cucina, serve ai tavoli, fa il buttadentro, ed alla fine si mette a suonare il mandolino…A me non è mai, mai capitato.

valled'itria soulQuestione di anima

Leggere questo libro da italiana è un’esperienza bizzarra. Per quanto non manchino eccessi e momenti in cui scatta l’orgoglio patriottico, alle volte l’”occhio dello straniero” rende imbarazzanti molti aspetti assolutamente realistici del nostro bel paese.

Ho voluto dedicare un articolo a sè a questo libro, però, perchè trovo che sia in grado di descrivere con il cuore in mano alcune meraviglie che noi a volte diamo per scontate. Vedere i paesaggi della Valle d’Itria per la prima volta riempie i cuori e le menti di questi viaggiatori, emozionando anche noi lettori.

Lo sguardo fresco dello “straniero” riesce davvero a cogliere lo spirito dei luoghi. Penso che non si sarebbe potuto dare titolo più adeguato alla riflessione italiana che deriva dalla lettura di “Soul of the Heel”.

 

“Soul of the heel” è facilmente reperibile ed acquistabile su Amazon.

 

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