piazza san prospero reggio emilia
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Reggio Emilia: come visitare da turisti la propria città natale

Reggio Emilia me genuit, tenet nunc Bologna

… così, con un po’ di pretenziosità letteraria, introduco una verità che non sempre rivelo: se è vero che Bologna è la mia casa, è anche vero che è Reggio Emilia la città che mi ha dato i natali.

cupola duomo reggio emilia

Me ne sono andata da “Reggio” prima ancora di compiere 19 anni, e ammetto di non essermi praticamente mai guardata indietro. La mia è una storia semplice, comune, di adolescente a cui il proprio mondo sta stretto. E quella di giovane donna che ha trovato la felicità nella città scelta per frequentare l’università.

Ma, come ho già avuto modo di raccontare, l’età adulta e il raggiungimento di una serenità personale mi hanno portata a voler percorrere i luoghi della mia gioventù con occhi nuovi.

Ed è così che, insieme ad Andrea e alla sua reflex, nel settembre 2018 ho deciso di fare una passeggiata “da turista” a Reggio Emilia.

Visitare il centro di Reggio Emilia

piazza centrale reggio emilia

Per visitare il centro esagonale della città, esistono due “ingressi” principali, a seconda del mezzo con cui si arriva.

Se si arriva in treno, si entrerà in centro direttamente dalla cara Via Emilia, partendo da Piazza del Tricolore, che si trova alla fine del viale della stazione.

Arrivando, invece, in auto, consiglio caldamente di parcheggiare in Via Cecati, accanto al cimitero Monumentale (del quale avrò occasione di parlare in separata sede).

Da qui, a piedi o con l’apposita navetta, si entra in centro da Piazza Fiume.

Un tuffo nel passato

Sulla destra di Piazza Fiume sorge il Parco Alcide Cervi/Campo Tocci. Questo parco, negli anni, ha subito un bel processo di recupero e valorizzazione, essendo al momento un luogo molto piacevole per una piccola passeggiata, in una giornata di sole.

Al suo interno si trova una realtà molto interessante, il “Catomes Tot” (in dialetto locale, significa “troviamoci tutti”). A metà tra il centro culturale e il ristorantino, questo locale offre sollazzo per la mente e per il palato.

Sulla perpendicolare di Piazza Fiume, che si chiama Via Gazzata, e il cui nome ho spesso storpiato da ragazzina, si trova il primo vero punto d’interesse della mia personale passeggiata nei ricordi.

Se la mia missione era esorcizzare i miei demoni passati, per poter guardare la città con occhi nuovi, il mio viaggio non poteva che iniziare da un luogo simbolo di quell’adolescenza “fuori posto”.

L’edificio che ospita quello che fu il mio liceo!

liceo classico reggio emilia

Avete presente la sensazione che si ha quando si vede dopo molti anni qualcosa che faceva parte del nostro mondo infantile? CìLa sensazione che qualcosa che ci sembrava enorme, sia in realtà minuscolo?

Ecco, l’edificio del Liceo Classico Ariosto (oggi Liceo Classico-Scientifico Ariosto-Spallanzani) al cui cospetto ho tremato per anni, non mi è che sembrato ora un piccolo posto, indifeso e inoffensivo.

Demone esorcizzato, così, in un attimo.

La scuola sorge sulla Piazzetta Pignedoli, insieme alla chiesa di Sant’Agostino.

piazzetta pignedoli reggio emilia

Da una delle vie che si dipanano da Piazza Fiume, potete raggiungere Corso Giuseppe Garibaldi

Corso Garibaldi: l’arte e “la Giareda”

Corso Garibaldi è un viale alberato sul quale si affacciano varie eccellenze reggiane.

Tra queste, l’edificio della Fondazione Palazzo Magnani, dove certamente vi recherete se siete giunti in città per vedere una mostra d’arte. Le esposizioni più importanti vengono infatti spesso ospitate qui.

Come ho già scritto, la nostra visita a Reggio Emilia è avventuta in settembre. Nella settimana tra il 3 e il 9 di quel mese, per l’esattezza.

Questo perchè ogni anno, dal 3-4 settembre alla domenica successiva, lungo Corso Garibaldi si tiene la sagra tradizionale più nota che coinvolge il centro della città: la Giareda.

giareda reggio emilia

Come molte fiere di quel genere, l’evoluzione, negli anni, l’ha resa simile a un grande mercatino occasionale. Qui si trovano prodotti eno-gastronomici tipici, oggettistica varia e una zona dedicata alle associazioni di volontariato. Naturalmente si trova anche l’immancabile  stand del piadinaro-salsicciaro.

La sagra prende il nome da quella che è certamente la più bella chiesa di Reggio Emilia (e probabilmente l’attrazione più rilevante per un visitatore interessato all’arte): la basilica della Ghiara.

Purtroppo non è possibile scattare foto all’interno, ma è assolutamente necessario entrare! Dentro, infatti, si può ammirare lo stupendo ciclo di affreschi a cui hanno lavorato artisti d’eccellenza, tra cui Ludovico Carracci, il Guercino, Lionello Spada, Alessandro Tiarini e Carlo Bonomi.

Accanto alla chiesa, potrebbe passarvi inosservato l’ingresso al chiostro interno. Cercatelo! Vi porterà in un angolino delizioso e sorprendente, su cui si affacciano, tra l’altro, un ristorantino tipico e un ostello della gioventù!

chiostro della ghiara reggio emilia

Corso Giuseppe Garibaldi termina nella Piazza Vincenzo Gioberti, chiamata anche “piazza dell’Obelisco”, che s’interseca con la parte della Via Emilia che attraversa il centro della città.

La Via Emilia e i Teatri di Reggio Emilia

La Via Emilia, per Reggio, è la via dello shopping e delle “vasche del sabato pomeriggio”.

shopping via emilia reggio emilia

I ricordi delle passeggiate “avanti e indietro” per questa via, con le mie amiche più care (tra cui Carmen, che è già comparsa più di una volta su questo blog), sono uno dei ricordi più belli degli anni dell’adolescenza.

Verso la metà, si trova una piazzetta, Piazza del Monte. Da qui si dipanano due perpendicolari che portano alle piazze principali della città.

centro reggio emilia

Andiamo prima sulla sinistra.

Percorrendo fino alla fine Via Francesco Crispi, si arriva all’ampio spiazzo di Piazza Martiri del 7 luglio 1960.

Da qui, schermato dalla recente e molto appariscente Fontana del Tricolore, si vede una delle istituzioni più celebri e celebrate di Reggio Emilia: il Teatro Romolo Valli. Qui, in particolare, si svolge la stagione operistica, si portano in scena musical e concerti.

teatro valli reggio emilia

Sulla sinistra del Teatro, si trovano i giardini comunali, ovvero il Parco del Popolo.

Di fronte al parco, attraversando Piazza della Vittoria, si raggiunge Viale Allegri, sul quale si affacciano altri due importantissimi teatri.

Si tratta del Teatro Ariosto, dove si porta in scena la stagione di prosa, e del Teatro della Cavallerizza, dove si può assistere a rappresentazioni contemporanee.

L’importanza dei teatri, per Reggio Emilia, ha fatto sorgere nel 2002 la Fondazione I Teatri.

fontana del tricolore teatro ariosto galleria parmeggiani

Accanto al Teatro Ariosto si trova anche un’altra importante galleria d’arte: la Galleria Parmeggiani. La si individua facilmente, essendo ospitata da un palazzo in stile gotico che spicca tra gli edifici.

Le piazze… e un meritato aperitivo reggiano!

Da Piazza del Monte, percorrendo Via Giosuè Carducci, si giunge in Piazza Prampolini, la piazza centrale.

Centrale perchè qui sorge la Cattedrale di Santa Maria Assunta.

chiesa di santa maria dell'assunta re

Ma anche, e soprattutto, per la sede del Comune. Perchè la sede del Comune di Reggio Emilia è una delle più importanti d’Italia.

Non scherzo. Sapevate che il Tricolore è nato qui?

Bene, ora che lo sapete, avete una ragione in più per visitare la cittadina emiliana! Accanto al Comune, si trova e si può visitare il Museo del Tricolore.

tricolore

Ora, ammetto che Piazza Prampolini non è mai stata la mia preferita. sul fianco della Cattedrale, si trova una lunga arcata chiamata vicolo Broletto.

Attraversandolo si arriva in quella che secondo me è la piazza più bella (e non penso di essere l’unica a ritenerla tale): Piazza San Prospero.

E’ una piazza un po’ più raccolta, nella quale spicca l’omonima basilica, in stile barocco, con l’importante campanile.

piazza san prospero

E’ la piazza del mercato, ma quando non c’è il mercato è una piazza viva, pena di gente che mangia, beve, chiacchiera.

Si tratta certamente la piazza preferita dei bambini. Non esiste reggiano che non abbia mai cavalcato i Leoni di San Prospero durante l’infanzia: è un must!

leoni di reggio emilia

Infine, attraversando qualche vicoletto dietro a Piazza San Prospero, si arriva in un’altra piazza che adoro:

Piazza Fontanesi

Questa era la piazza dove andavo a pranzare, con un po’ di “gnocco” del forno, con le mie più care amiche ai tempi della scuola.

piazza fontanesi

Un’altra delle piazze del mercato, questa si caratterizza per un ampio spiazzo nel quale sono stati fatti crescere alberi.

E, tutto attorno, sono sorti localini e ristorantini, che nei tavolini all’aperto servono ottimi aperitivi.

Potevo dunque concludere meglio la mia passeggiata per riscoprire la mia città natale?

aperitivo in piazza fontanesi reggio emilia
Anche Giorgia, a volte, fa foto. Ma lo fa soltanto per postarle sul suo profilo Instagram!!!

Ci farete un salto anche voi?

Se vi ho convinti solo in parte, penso che vi convincerete scoprendo che a Reggio Emilia si tiene una delle più importanti manifestazioni per amanti della fotografia.

Si tratta di Fotografia Europea, che quest’anno porta il titolo “LEGAMI. Intimità, relazioni, nuovi mondi” e inizia il 12 aprile, con mostre che si protraggono fino al 9 giugno.

Trovate tutte le informazioni sul sito dedicato.

Il libro: “A misura d’uomo” – Roberto Camurri

romanzo ambientato a fabbrico reggio emiliaHo pensato molto a quale libro proporre per questo articolo.

Ci ho pensato molto perchè la letteratura ambientata nel centro di Reggio Emilia non è molta, e non volevo consigliare letture da me non particolarmente gradite.

Nei dintorni di Reggio, invece, lo spirito letterario trova terreno fertile.

Alla fine, ho nuovamente preso una decisione grazie a un consiglio del libraio di fiducia della Confraternita dell’Uva (che ho già avuto modo di ringraziare nel post di San Valentino).

Mi avevano infatti consigliato, quasi per caso, “A misura d’uomo”, di Roberto Camurri, edito NN.

Il romanzo è ambientato a Fabbrico, e se ne respirano ampiamente le atmosfere.

Non si tratta di storie felici, nè di storie che mi siano in alcun modo familiari. Ma qualcosa nella voce dell’autore, secondo me, è profondamente reggiana. Motivo per cui consiglio la lettura di questo romanzo in relazione alla città.

Ma è anche un romanzo molto bello. Quindi consiglio la lettura, a prescindere.

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15 Comments

  1. Un annetto fa una amica blogger mi ha chiesto di scriverlo un pezzo sulla mia città natale. E sono andata nel panico più totale perchè oltre che mi rendo conto di non conoscerla con gli occhi di un turista, le sensazioni dell’infanzia avrebbero rovinato il tutto. Come non ho idea di come sia Reggio Emilia e l’ho frequentata per anni per i vari convegni sull’infanzia ma in realtà non l’ho mai visitata. Adesso però è arrivato il momento e lo farò grazie a te, i tuoi consigli.

    1. Pensa che questo post sulla mia città natale, insieme a quello sulla vacanza dell’infanzia, sono stati tra i primi che ho pensato quando ho deciso di aprire il blog! Penso sia utile da molti punti di vista provare a “tornare come turisti” in questi luoghi del proprio passato!

  2. Sono stata a Reggio Emilia qualche anno fa in giornata con mia sorella e devo dire che anche se non è conosciuta da molti, io l’ho trovata veramente graziosa.

    1. Infatti lo è, ha molti punti d’interesse, spero che cresca, turisticamente, come lo sta facendo tutta la regione!

  3. Ciao, vero la bella Reggio Emilila non è nei classici circuiti emiliani del turismo di massa, secondo me un grave errore.

    1. Probabilmente il turismo di massa non toccherà mai queste cittadine emiliane, e penso vada e è così, ma un bel circuito di turismo culturale o enogastronomico invece secondo me troverebbe grande appagamento in queste zone!

  4. Non sono mai stata a Reggio Emilia e non la conosco. Ma nel mio immaginario deve essere una bella città (le tue foto me lo confermano) e si deve mangiare pure bene!!!!!

    1. Ah beh, sul mangiare, secondo me, non ci si sbaglia da queste parti 😅😅!

  5. Non avevo mai pensato a Reggio Emilia come destinazione particolarmente turistica, però è vero che visitare la propria città natale con gli occhi del turista ti permette di apprezzare cose a cui normalmente non faresti caso.

    1. Praticamente nessuno per sa a questa città come turistica, anche se in verità ha un centro interessante, e un’enogastronomia molto interessante 😅!

  6. Io adoro Reggio Emilia e ci vengo davvero spesso, aiutandoci vicino. Dovremmo prendere un caffè un giorno.

    1. Ma dai, sul serio?
      Però il caffè te lo offro a Bologna, è meglio: a Reggio ormai capito 4-5 volte l’anno 😅

  7. Il tuo post mi ha incuriosito sin dal titolo. Io ogni tanto mi concedo un paio di giorni da turista nella mia città d’origine (Milano) con una guida in mano. Si, davvero, proprio con una guida in mano. La mia preferita è 101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita.
    Quei due giorni mi permettono di (ri)conoscere meglio la città, di riassaporarne odori, sapori, storie, leggende…
    Il tuo post ha lo stesso spirito ed è stato come essere lì con te.

    1. Bravissima, il passo di girare con la guida nella propria città è molto interessante, penso che a un certo punto lo farò anche io!!

  8. Non ci sono mai stata ma adoro i post sentimentali. Sono stata attratta dal titolo e ho fatto bene, si sente che descrivi Reggio con una certa malinconia.

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