Lasciarsi rubare il cuore da Sarajevo 1
Molte terre, molte parole Terre straniere

Lasciarsi rubare il cuore da Sarajevo

Sono convinta che ogni luogo abbia un’anima, un proprio suono, un colore unico che ci avvolge quando vi entriamo in contatto.

Poche cose, nella vita, mi hanno lasciato un segno indelebile come l’anima di Sarajevo.

venuto al mondo libro su sarajevoIl Libro – “Venuto al mondo” di Margaret Mazzantini

Pur avendo studiato il terribile conflitto che ha devastato la ex-Jugoslavia, “Venuto al mondo”, il celebre romanzo di Margaret Mazzantini, è stato in grado di portarmi realmente “dentro” a quegli orrori.

Mazzantini ci accompagna con atroce semplicità ad immedesimarci con la protagonista, che è “una di noi” e si ritrova non solo a vivere, ma a portare l’immensa cicatrice di quella tragedia umanitaria per il resto della propria vita.

“Atroce semplicità”

L'”atroce semplicità” della narrazione, che racchiude in sé sia la banalità del male, sia la quotidiana risposta alla domanda “come si può continuare a vivere dopo tutto questo’”.

Si può iniziare dalla lettura di questo romanzo per immergersi in una storia che dia un volto personale alla Storia della Bosnia ed Erzegovina, prima di andare a toccare con mano quanto di questa storia permanga tra i suoi confini.

Un giorno a Sarajevo

Non è in ogni caso possibile visitare la stupenda città di Sarajevo senza essere tramortiti dalla sua terribile storia. Ne parlano i muri, ne parlano le strade.

Il mio itinerario a Sarajevo è stato purtroppo breve, limitandosi per lo più alla città antica. Abbiamo infatti visitato la città all’interno di un lungo road trip che ci ha portato ad esplorare tutta la Croazia e parte della Bosnia, lasciando soltanto un giorno alla visita della capitale bosniaca.

I segni della guerra a Sarajevo: una Storia che non si dimentica

Per arrivare al centro antico in macchina, si possono attraversare i quartieri socialisti di Grbavica e Ciglane, dove i palazzoni enormi e quasi spaventosi, in stile sovietico, sono stati distrutti e trivellati di fori di proiettile e solo in parte ricostruiti.

Una vista mangiacuore è quella che si può avere della città dal punto più alto dell’Alifakovac Cemetery. Non si può ignorare la rilevanza simbolica di arrivare a Sarajevo dopo averla vista da lì.

alifakovac cemetery

Nel centro antico, è impossibile ignorare la presenza delle Rose di Sarajevo: buchi nelle strade causati, durante l’assedio alla città, dai colpi di mortaio. Rimangono oggi, come macchie rosse nell’asfalto, per ricordare le atrocità del conflitto.

E’ poi importante prendersi un po’ di tempo per visitare la Galerija 11/07/95, ovvero il Museo del Massacro di Srebrenica. Non è semplice guardare, leggere ed ascoltare le testimonianze presenti nel museo. Si esce con lo stomaco stretto, la mente racchiusa in una nube, e forse un po’ cambiati per sempre. Ed è giusto così.

Una Città dai mille volti

Sarajevo è però una città magica, speciale, unica, al di là della drammatica storia recente.

Percorrendola, ci si immerge in vari mondi e culture, edifici religiosi simbolo di vari culti, architetture diversissime tra loro.

la varietà di sarajevo

Sarajevo è tagliata dal Fiume Miljacka: vale la pena attraversarlo grazie al Ponte Latino, teatro dell’omicidio di Francesco Ferdinando d’Asburgo nel 1914. Da questo preciso punto nel mondo scoppiò la scintilla che diede il via al primo conflitto mondiale, e di conseguenza a gran parte della nostra storia.

Entrando nella città antica, il primo punto d’interesse da raggiungere è la piazza centrale, dove s’incontra subito la Fontana Sebilj, in stile moresco, scatto classico delle cartoline di Sarajevo.

piazza centrale di sarajevo

Da qui si viene introdotti attraverso la via principale alla zona turca. Sembra di trovarsi in un paese arabo: edifici bassi, negozi, ristoranti e caffè caratteristici.

Questa è la zona giusta per fermarsi a mangiare o fare merenda: per quanto si tratti di una zona turistica, il cibo è locale, economico e buono!

La via principale della città è obbligatoriamente da percorrere, scoprendone vicoletti e snodi, più e più volte, anche se ci si trattiene solo una giornata a Sarajevo. Il fascino della passeggiata lungo questa via è qualcosa d’irripetibile.

S’incontrerà la moschea principale della città, la Gazi Husrev-beg Mosque. Entrate, ammirare la fontana con chiosco posta al centro del giardino e l’archiettura moresca, la cupola ed il minareto! Coglierete lo spirito del luogo e dei tempi che animano questo tempio è concesso, ed assolutamente una tappa obbligatoria.

moschea di sarajevo

In questa città straordinaria, uscendo dalla moschea e proseguendo nella passeggiata, si trova la Cattedrale Ortodossa, maestosa nella sua architettura bizantina, con le cinque cupole e il campanile dorato.

Per raggiungerla, si attraversa una piazza nella quale è possibile scorgere anziani del luogo intenti a sfidarsi in una partita con gli scacchi giganti.

scacchi giganti sarajevo

Proseguendo, s’incontra poi la Cattedrale Cattolica del Sacro Cuore. E’ un imponente edificio in stile neogotico-romanico, accanto alla quale si trova la Galerija 11/07/95. Nella piazza antistante, spicca una grande statua di Papa Giovanni Paolo II. Il Papa fece infatti visita alla città nel 1997, donandole un germoglio di speranza.

sacro cuore sarajevo

Altra tappa obbligata della città antica è il City Market, mercato coperto ospitato in un edificio neo-rinascimentale, pieno di vita, colori e sapori del luogo. Vale la pena acquistare e degustare direttamente qui formaggi locali e carne affumicata, che costano pochissimo ma valgono moltissimo!

mercato coperto di sarajevo

Anche dall’altro lato del fiume si può godere di una passeggiata affascinante.

Qui si trova, ad esempio, l’importantissima Vijećnica, la Biblioteca Nazionale e Universitaria della Bosnia ed Erzegovina, ricostruita dopo la guerra. E’ possibile visitarla anche all’interno.

biblioteca sarajevo

Anche l’ex quartiere ebraico si affaccia su questa riva del fiume. Qui si trova la possente Sinagoga di Sarajevo, costruita in stile neo-orientalista che coniuga tradizioni orientali ed occidentali, rappresentando benissimo lo stile della città.

Una cosa che rimane evidente è che… un giorno a Sarajevo non basta! Ci sarebbe ancora molto altro da esplorare, e varrebbe anche semplicemente la pena trascorrere più tempo a scoprire edifici e commistioni che si nascondono tra le strade della città antica.

 

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2 Comments

  1. Sai, anche io ho provato una sensazione mista tra attrazione e sgomento quando ho visitato Berlono. E’ come se fosse possibile percepire la terribile storia che si è consumata in quei luoghi e la voglia di riscatto della popolazione. A Sarajevo non avevo mai pensato per un viaggio, però adesso il tuo articolo farà sicuramente da stimolo.

    1. …e io non sono mai stata a Berlino!
      Penso che per entrambe sia il caso di rimediare :D!
      Sarajevo è ancora molto meno visitata, ovviamente. Conosco poche persone che ci siano state, ma da anni dico a tutti quanto per me ne valga la pena!

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